mercoledì 20 aprile 2016

La guerra divina: Il tecnodispostismo  Laproditoria opera asservit...

La guerra divina: Il tecnodispostismo

  Laproditoria opera asservit...
: Il tecnodispostismo   La proditoria opera asservitrice a cui è sottoposto il genere umano viene completata con l’annullamento di qua...

Il tecnodispostismo



  La proditoria opera asservitrice a cui è sottoposto il genere umano viene completata con l’annullamento di qualsiasi capacità o possibilità di essere autosufficienti. L’uomo non potrà più vivere se non asservito alla Bestia. L’attuale organizzazione sociale essendo basata su una tecnologia complessa e sofistica è quanto di più vulnerabile l’uomo abbia concepito nella sua storia; tutto, da un momento all’altro, può crollare come un castello di sabbia. Ne abbiamo avuto un assaggio al passaggio nell’anno duemila allorché si è paventato un blocco dei sistemi informatici che ormai regolano tutto il complesso funzionamento della nostra società. Senza i computer non funzionerebbe più nulla, questi sono diventati degli schiavi indispensabili per la nostra esistenza. L’Europa è riuscita a sopravvivere alle immani distruzioni della Seconda Guerra Mondiale perché era organizzata ancora come l’antica civiltà contadina. Le funzioni essenziali venivano svolte da uomini o da macchine facilmente riparabili e dal funzionamento intuitivo. Oggi la popolazione europea non avrebbe modo di sopravvivere ad un conflitto
bellico di quelle proporzioni. La terra è sfruttata e inquinata, senza l’ausilio tecnologico sarebbe praticamente incoltivabile. La natura da un momento all’altro gli si può rivoltare contro come un animale incattivito da un innaturale addomesticamento. L’attuale civiltà tecnologica non è in grado di svelare il suo fine, di far capire chiaramente dove ci conduce, è un prodotto dell’empiria fine a se stessa. L’attuale civiltà tecnologica è civiltà di mezzi spesso in antitesi e contrapposizione con la civiltà dei fini o, meglio, del fine, per il cui conseguimento l’uomo basta a se stesso, rappresentata da quella cristiana tradizionale. L’uomo oggi si trova tra le mani tanti mezzi ma non è consapevole delle finalità e ne risulta appesantito. Senza uno scopo a cui servire tutto diventa inesorabilmente inutile. E’ l’inutilità del non serviam che trascinò Lucifero fin negli abissi dell’inferno. L’angoscia moderna è il presentimento del nulla. L’uomo sembra essere venuto al mondo solo per essere violato, oltraggiato, umiliato in una condizione che lo pone al di sotto delle macchine da lui stesso create. L’anticristo vuol dimostrare che le macchine sono superiori all’essere umano creato da Dio. E questa nuova sfera contribuisce infine a rendere l’uomo sempre più inorganico ed amorfo, servo della sua creatura – la macchina – la quale però deve essere anch’essa intesa solo come creazione di uno spirito rivolto con tutte le sue fibre verso l’inorganicità.  ( da pag.208 di Perdita del centro di Hans Sedlmayr – Edizioni Borla – Città di Castello – 1983 ). La libertà dell’uomo è perduta dal momento in cui non è più in grado di vivere senza l’ausilio della tecnologia. Come testimoniano chiaramente le creazioni della sua arte, egli ammette “ di essere ormai universalmente considerato una cosa fra le cose. L’uomo non potrà vivere in questo mondo: ci potrà vivere soltanto se saprà essere sempre meno uomo.” Questa diagnosi è dunque pericolosa; è una malattia che può condurre alla morte. ( da pag. 212-213 di Perdita del centro – op. cit.) Le parole virgolettate sono di G. Bernanos da Welt ohne Freihei  del 1946. Questo filosofo, con cinquant’anni d’anticipo, aveva  intuito che l’unico modo concesso all’uomo di vivere nel mondo contemporaneo è quello di rinunciare a vivere da uomo e, aggiungiamo noi, soprattutto da cristiano. Anche Julius Evola si avvede di questa decadenza mortale per il genere umano: Qui si tratta di uno degli effetti di quella regressione, per cui lungo la via della <<liberazione>> l’uomo occidentale è andato sempre meno a sentirsi come un essere privilegiato della creazione e sempre più si è abituato a considerarsi invece come l’appartenente ad una delle tante specie naturali e, infine, perfino animali. Di questo orientamento interno, il definirsi e diffondersi del darwinismo e dell’evoluzionismo sono stati gli indubbi indici barometrici. Ma, a parte il dominio delle teorie e della scienza, nel campo della vita ordinaria moderna esso si è manifestato in termini di comportamento, dando forma a quello che da qualcuno è stato chiamato, con riferimento soprattutto al mondo nordamericano, dove esso per primo si è realizzato, l’<<ideale animale>>.  Il termine si applica a quell’ideale di benessere biologico, di comfort, di euforia ottimistica con risalto dato a tutto ciò che è semplice salute, giovinezza, vigore fisico, sicurezza e successo materiale, appagamento primitivistico dei bisogni del ventre e del sesso, vita sportiva e via dicendo, la cui controparte è l’atrofia di ogni forma superiore  di sensibilità e d’interesse. Di ciò, abbiamo già parlato. E’ evidente che un tale ideale può averlo elevato a indice di <<moderna>> civiltà unicamente un uomo sviluppatosi nei soli aspetti secondo i quali egli non è nulla più che l’appartenente ad una specie animale. ( da pag.109-110 di Cavalcare la tigre – Edizioni Mediterranee – 1995 – Roma ).  

domenica 17 aprile 2016

La guerra divina: La via della morte e la via della vita  Lacaratt...

La guerra divina: La via della morte e la via della vita

  Lacaratt...
: La via della morte e la via della vita   La caratteristica principale di questa società è quella di essere organizzata non più per a...

La via della morte e la via della vita



  La caratteristica principale di questa società è quella di essere organizzata non più per assicurare un cammino di salvezza cristianamente inteso ma di favorire l’apostasia generalizzata negando la presenza di Cristo nel mondo ed espropriando l’uomo del suo fine che è quello di servire Iddio e nessun’altro. Occorre sempre tenere presente l’esortazione di San Paolo contenuta nella Epistola agli Efesini: Fratelli, rinnovatevi nello spirito della vostra mente, e rivestitevi dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella santa verità. Per la qual cosa, rigettata la menzogna, parli ciascuno al suo prossimo secondo la verità, poiché siamo membri gli uni degli altri. Se vi adirate, guardatevi dal peccare: non tramonti il sole sopra l’ira vostra. Non date luogo al diavolo: colui che rubava, non rubi più, ma anzi lavori con le proprie mani a qualche cosa di onesto, di modo che abbia da dare a chi si trova nella necessità. Occorre quanto prima abbandonare la via della morte sulla quale è incamminata gran parte  dell’umanità e ritornare sulla retta via della vita: Vi sono due vie: una della vita e una della morte: grande è la differenza fra queste due vie. Orbene, la via della vita è questa: amerai innanzi tutto Dio tuo creatore, poi il prossimo tuo come te stesso e quanto vuoi non sia fatto a te, anche tu ad altri non fare. Ora l’insegnamento di queste parole è questo: benedite coloro che vi maledicono, pregate per i vostri nemici, digiunate per quelli che vi perseguitano. Perché qual merito c’è ad amare coloro che vi amano, non fanno ciò anche i gentili? Voi invece amate coloro che vi odiano
Zamlap Salvatore Iervolino 2014 © " L'albero d'oro"


e non avrete un nemico. Astieniti dai carnali e corporei desideri. Se qualcuno ti percuoterà la guancia destra, porgigli anche l’altra e sarai perfetto. Se qualcuno ti costringerà ( a seguirlo) per un miglio, seguilo per due miglia. Se qualcuno ti toglierà il mantello, cedigli anche la tunica. Se qualcuno ti toglierà il tuo, non domandarglielo perché non puoi. Ad ognuno che ti chiede da’ e non richiedere, perché a tutti vuol che si dia il Padre dei suoi propri doni. Beato chi dà secondo il precetto, perché è senza colpa. Guai a chi prende, perché se uno prende avendone bisogno, sarà senza colpa; chi invece non ha bisogno renderà conto d’aver preso e del perché avrà preso, e gettato in carcere sarà giudicato delle sue azioni e non ne uscirà finché non avrà restituito l’ultimo quadrante. Ma anche questo è stato detto: si bagni di sudore l’elemosina nella tue mani, finché tu sappia a chi dai. (
Dalla “Didaché o dottrina degli Apostoli” in Fonti e Studi di Storia della Chiesa di Paolo Brezzi – Marzorati Editore Milano – 1962 – pagg. 249-250).   

         Guidati da questi principi, non solo, potremo orientare la nostra condotta di vita ma anche distinguere la via giusta e controllare costantemente il nostro cammino fra gli uomini e gli uomini stessi ai quali accompagnarci e le cose a cui dare spazio e quelle a cui toglierlo in modo da tenerci fuori dalla società demoniaca che ci circonda. I demoni sono usciti allo scoperto, i loro servi hanno acquistato baldanza, con arroganza si mostrano, si propongono come modello e guida, li vediamo onorati, omaggiati, coronati di successo, ricompensati con ingenti somme di danaro. I rotocalchi e, in particolare, la televisione osannano con immagini colorate e accattivanti le loro imprese, ce li mostrano in un alone di splendore e trionfo; è deificata la loro caduca bellezza, l’effimero stile di vita diventa moda e modello. Allorché cadono, scompaiono dalla scena del mondo come ombre al sorgere del sole, non si racconta come muoiono, spesso disperati, dannati, si ricorda fuggevolmente l’immagine della loro vita ma è un racconto senza parola perché questa è solo di Dio e del male resterà solo silenzio.       

    Paolo Brezzi, nella sua opera “Fonti e Studi di Storia della Chiesa”, scrive: Se tra le due venute del Signore – quella temporale e quella finale – si deve assistere a tante persecuzioni, alle dolorose vicende della storia della Chiesa è anche vero che dall’insieme di quelle stesse vicende sgorga una parola di fiducia perché il trionfo del bene sarà immancabile; in tal modo la parusia non è ( come di solito si crede) qualcosa di estrinseco, da attendere supinamente, ma è un fatto che si realizza un po’ tutti i giorni, con la nostra sofferta partecipazione e con il faticoso lavorio che libera lo spirito soltanto attraverso lo scotto di dure prove e di severi collaudi. Tra i vari capitoli riportati ( l’autore allude a quelli dell’Apocalisse) merita una particolare segnalazione quello in cui si parla della “donna ravvolta dal Sole” ( è il capitolo dodicesimo dell’Apocalisse) avendo esso dato luogo a due tipi di esegesi, una imperniata sulla convinzione che la donna fosse Maria, madre di Gesù, l’altra che ivi si facesse riferimento, invece, alla Chiesa. Poiché in quel punto del libro viene descritta la suprema lotta tra Satana e Cristo e poiché accanto a quest’ultimo – anzi, più protagonista di lui nel cimento – è la donna, viene naturale pensare che si volesse alludere alla società dei credenti nel Signore. Ma all’autore interessava soprattutto sottolineare l’esito confortante della prova con la vittoria finale di Dio alo scopo di rincuorare i fedeli, e ciò proprio nel momento in cui l’urto era più aspro; in questo abbiamo una conferma della “tesi” dell’Apocalisse, che è affine ad un tema ricorrente spesso in san Paolo: la storia della nostra salvezza si compie tra due avvenimenti, la risurrezione di Cristo e quella  finale della Parusia. Il periodo intermedio costituisce il Regno di Cristo, che continua la sua missione perseverando nella lotta contro gli avversari fino a quando avrà messo sotto i piedi tutti i nemici; soltanto allora il Cristo potrà effettivamente consegnare il Regno al Padre, ma in precedenza il compito, benché assolto in se stesso, non è finito nella sua estrinsecazione storica ed è proprio questo periodo intermedio ( ovverosia il tempo della Chiesa) che attira l’attenzione, merita ogni esame, risulta decisivo ai fini della salvezza, dà luogo a grandiosi scontri, ecc.. ( Paolo Brezzi, pagg. 248-249 op.cit.).      

sabato 16 aprile 2016

La guerra divina: L’ideologiadel prossimo millennio: l’ecologia. L’u...

La guerra divina: L’ideologiadel prossimo millennio: l’ecologia. L’u...: L’ideologia del prossimo millennio: l’ecologia. L’umanità ecosuperflua. L'abolizione delle sovranità nazionali ( della serie: Lo av...

L’ideologia del prossimo millennio: l’ecologia. L’umanità ecosuperflua.

L'abolizione delle sovranità nazionali

( della serie: Lo avevamo detto già nel 2000)

    L’ecologia sarà l’ideologia ispiratrice del prossimo millennio. L’obiettivo principale è di “bonificare” la terra, soprattutto dalla presenza troppo “invadente” dell’animale uomo.   << Nel medesimo ordine di idee  il principe Filippo di Edimburgo, presidente di quel WWF che lo scorso anno abbiamo visto far capo al “Lucifer Trust” onusiano ebbe a rilasciare l’8 agosto 1988 la famosa dichiarazione riportata dalla Deutsche Press Agentur: “ Nel caso io rinasca, mi piacerebbe essere un virus letale, così da contribuire a risolvere il problema della sovrappopolazione”>> ( da Carlo Alberto Agnoli op.cit.)  L’umanità  “di troppo” non è più la preoccupazione assillante dei soli regimi liberisti ma di tutti i governi. C’è un’umanità “ecosuperflua” : Non dovrebbe, infatti, essere sfuggito a nessuno che uno degli obiettivi principali della propaganda ONUsiana ed ecologista è la drastica riduzione della popolazione mondiale, perché l’uomo, nella prospettiva ecologico-acquariana, è il grande parassita della terra che ne turba il naturale equilibrio. A questo riguardo ci si è spinti tanto oltre che uno dei più autorevoli profeti dell’ecologismo, Arne Naess, parla addirittura di ridurre l’umanità a un numero di individui oscillante fra i centomila e il milione. Nessuna meraviglia del resto: forse che Gesù non ci ha insegnato che Satana “fu omicida fin da principio” ? ( Giov.8,44). Quella di far piazza pulita di tutte le istituzioni, le strutture, i monumenti e le opere, oltre che della scienza anche dell’arte e del pensiero, che possono in qualche modo riportare alla mente la deprecata Era dei Pesci, è un’idea fissa dei fautori del New Age. Su un opuscolo di presentazioni delle edizioni della centrale acquariana di Damanhur leggiamo, ad esempio, che, siccome “tutta la storia è una svolta” e fra breve “non saremo più come prima” essendo completamente mutati i parametri con cui “misurare la vita” e le “scale dei valori”, “ tutti i libri sono da riscrivere” e con essi tutta “la vita”. Il che significa appunto far tabula rasa di tutti i punti di riferimento all’era cristiana. ( Carlo Alberto Agnoli - New Age. Una nuova religione mondiale. Cos’è, donde viene, dove va. - in Atti del 1° Convegno di Studi Cattolici - Rimini,29/30/31 ottobre 1993, pag.128,129 - Trento 1995).             A smentire le tesi di Arne Naess, il fisico italiano Cesare Marchetti  “ ha dimostrato che nel mondo potrebbero vivere mille miliardi di uomini, sfruttando tutte le risorse possibili. Certo vivrebbero malissimo, molti su zattere dove sarebbero sviluppate colture idroponiche. Ma potrebbero sopravvivere...” ( da un’intervista a Roberto Vacca su Nuove Proiezioni n.2 - ottobre 1996). In teoria, quindi, sulla Terra ci sarebbe posto per tutti e per tutti ci sarebbe cibo e acqua. Quindi non è per nulla avventato il comandamento biblico: crescete e moltiplicatevi. Sta di fatto che oggi non riusciamo a far star bene neppure la centesima parte dei miliardi di persone che la terra, secondo i calcoli di Marchetti, potrebbe ospitare. Un miliardo di persone è afflitta dalla carestia, dalle malattie, dalla povertà o muore lentamente di inedia.  Ogni anno 13 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono di fame e l’anemia causata dalla carenza di alimenti che contengono ferro affligge due miliardi di persone.  Se la Terra può ospitare fino a mille miliardi di persone quei sei miliardi che oggi ci vivono dovrebbero godere di un’enorme abbondanza di beni e non soffrire alcuna penuria. Se avviene il contrario le ragioni evidentemente sono di carattere politico, cioè non si vuole che questo avvenga.  Il progetto non dichiarato reso evidente dal simbolo della ”torre di legno” ci dice che il potere politico non ha intenzione di sviluppare tutte le potenzialità offerte dal Creato, in modo da assolvere il comando biblico del “crescete e moltiplicatevi” e si appresta ad eliminare, direttamente o indirettamente, l’umanità considerata “ecosuperflua”. Per attuare questo progetto preliminarmente devono essere abolite le sovranità nazionali.

mercoledì 13 aprile 2016

La guerra divina: L'invasione extracomunitaria in Europa La fine del...

La guerra divina: L'invasione extracomunitaria in Europa La fine del...: L'invasione extracomunitaria in Europa La fine dell’era delle nazioni     La fine dell’ era delle nazioni significa che non esist...

L'invasione extracomunitaria in Europa La fine dell’era delle nazioni


   La fine dell’era delle nazioni significa che non esiste più lo Stato-nazione come tramite tra l’uomo e il sistema mondiale. 
Il sintomo evidente del superamento dello Stato-nazione si è manifestato dopo la Seconda Guerra Mondiale con la perdita del principale attributo della sua sovranità: l’uso legittimo della forza contro lo straniero.
   Lo Stato-nazione, prodotto dell’Europa scristianizzata liberal-borghese, muore con la Seconda Guerra Mondiale, l’epilogo della sua apoteosi titanica e assolutista.  Paradossalmente mentre in Europa, nel dopoguerra, gli Stati-nazione si dissolvono a seguito del trattato di Yalta, della Alleanza Nato, del Patto di Varsavia, delle Unioni o Comunità economiche, giuridiche, commerciali, industriali e politiche, una nazione, senza Stato da circa duemila anni, se ne conquista uno proprio. 
Il 15 maggio 1948 il Consiglio nazionale degli ebrei proclama lo Stato di Israele insediandosi  in Palestina sul territorio assegnato con  la risoluzione ONU del 29 novembre 1947. 
La principale  giustificazione dello Stato-nazione si fondava sul presupposto socio-politico della esistenza di uno straniero visto come nemico del proprio “spazio vitale”.    
La politica a favore dello insediamento di milioni di extracomunitari negli Stati europei dimostra che lo straniero non è più “nemico” e lo stesso concetto di straniero perde ogni significato allorché le associazioni immigrazioniste scandiscono slogan del tipo: nessuno è straniero nella mia città
 Se non esistono più stranieri, non ha più alcun senso parlare di nazione, di patria. Infatti l’Impero Mondiale Servile  è fatto esclusivamente di popoli nomadi.  
        Il ritorno al nomadismo del genere umano è già ora pronosticato dall’uso, sempre più martellante, del termine mobilità con l’intento di presentare tale condizione come un fattore positivo, una caratteristica di progresso della società futura.  
L’assenza dello “straniero” e la “mobilità” costituiscono le principali caratteristiche della  cosiddetta società aperta, la versione tecnologica della primordiale società nomade. 
A quel tempo l’uomo non aveva ancora inventato il mattone, necessario per costruire la casa che costituisce il primo necessario passo per l’edificazione della città e del tempio, involucri materiali dove si svolge la vita sociale e religiosa dell’essere umano. 
 La disgregazione degli Stati-nazione prelude  all’instaurarsi della società aperta costituita da popoli senza casa, senza tempio, senza città, senza patria. 
  I confini dello  Stato-nazione costituivano l’equivalente della cinta muraria medievale del territorio nei cui confini vive il popolo con una identità politica comune a tutti, un’identità nazionale comune alla maggioranza e un’identità religiosa comune ai più.  La cinta muraria dell’Europa viene distrutta con la Seconda Guerra Mondiale  e nel 1989 cade, per debilitazione economica, quella dell’Impero Sovietico, l’esperimento di un modello di Impero Mondiale Servile alternativo a quello “occidentale” tecnologico-finanziario.        
   Boris Eltsin, in un discorso a un incontro in Russia Democratica, a Mosca, il 1° giugno 1991, dimostra di averne piena consapevolezza: Il nostro paese non è stato fortunato. Infatti, fu deciso di condurre l’esperimento marxista su di noi - il destino - più precisamente, ci spinse in questa direzione. Piuttosto che da qualche paese africano, l’esperimento cominciò da noi. E noi abbiamo alla fine dimostrato che non v’è nessun luogo adatto a simile idea. Essa ci ha solo sospinti lontano dalla via che i paesi civilizzati del mondo hanno imboccato. Tutto questo è oggi chiarissimo, quando il 40 per cento della popolazione vive sotto il livello della povertà e oltretutto in costante umiliazione, allorché riceve prodotti sotto forma di tessere annonarie. E’ un’umiliazione continua, un promemoria che ad ogni ora ti ricorda la tua condizione di schiavo in questo paese.( citato a  pag.109 del libro di Francis Fukuyama La fine della Storia e l’ultimo uomo - Rizzoli Libri S.p.A. - Milano - 1992). 
La “parentesi democratica”, nell’Europa del secondo dopo guerra, e, il  periodo di guerra  fredda, contro il modello sovietico di ispirazione marxista-leninista, servono a consolidare la prevalenza del modello tecnologico anglo-americano e a completare la “specializzazione” delle economie nazionali.

mercoledì 6 aprile 2016

La guerra divina:  Prima Dio poi l’uomoIl“profumo” con cui la Madd...

La guerra divina:  Prima Dio poi l’uomo

Il“profumo” con cui la Madd...
:  Prima Dio poi l’uomo Il “profumo” con cui la Maddalena ha onorato Gesù simboleggia le preghiere e le pratiche liturgiche. Queste ven...

 Prima Dio poi l’uomo



Il “profumo” con cui la Maddalena ha onorato Gesù simboleggia le preghiere e le pratiche liturgiche. Queste vengono prima dei poveri e per esse non bisogna badare al tempo e al denaro. Prima onorare Dio e poi pensare al nostro prossimo. Per i poveri c’è sempre tempo perché essi sono sempre tra noi mentre per Dio può essere l’ultimo istante, quello nel quale si decide dell’eternità. Si sia consapevoli che Dio non ha affatto bisogno delle nostre opere buone. Bisogna stare attenti a che la voce del prossimo non copra la voce di Dio. I diritti del povero non possono mai travalicare quelli di Dio. Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e si appoggia al mortale mentre il suo cuore si allontana da Dio. (Geremia,17,5). Non si può bestemmiare dicendo che l’uomo o si salva con tutti gli altri o con nessuno. Simili affermazioni sono il portato di una pseudoneoteologia di preti sessantottini. La salvezza è una conquista individuale non un esame di gruppo.  La coscienza è tacitata negando l’inferno e misurando l’eternità con un orologio a cucù. Paradossalmente avevano più carità i Templari quando uccidevano i Lituani battezzati: Si baptizatus es, ego te confirmo cum gladio ( Se ti sei battezzato, io confermo in te la fede con la spada). Nella prospettiva dell’eternità la vita continua dopo la morte. Cristo è risorto. Con il battesimo si esce dalla dimensione temporale e si entra nell’eternità. Il cristiano non misura il tempo con gli orologi e il calendario ma guarda il cielo dentro di se. Per un minuto di vita i re sono pronti a dare in cambio il loro regno. Se  il tempo vale tanto, quanto vale l’eternità? Eppure con il battesimo ci viene data in regalo. Cristo ci ha regalato la vita eterna e noi gli rifiutiamo anche un minuto. Cristo è risorto. Ed il mondo vive come l’uomo ricco della parabola del Vangelo secondo Luca (12,16). I granai sono pieni ed è ora di pensare a mangiare, bere e divertirsi. Stolto, questa notte stessa dovrai rendere l’anima a Dio e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato? Così accade a chi accumula ricchezze solo per sé e non si arricchisce davanti a Dio. Questo mondo con i granai pieni trascura di arricchirsi davanti a Dio e dimentica di dover morire “questa notte”. Utilizza il tempo e l’intelligenza per sviluppare l’abilità di “riempire i granai” ma non si dedica a conoscere il “segreto” per arricchirsi davanti a Dio. E’ un segreto la carità?




venerdì 1 aprile 2016

La guerra divina: 1)La consapevolezza  a)L’uomo più importante KarlP...

La guerra divina: 1)La consapevolezza  a)L’uomo più importante KarlP...: 1) La consapevolezza     a) L’uomo più importante   Karl Popper si chiede: Esiste un senso della Storia? e risponde che la Storia non ha a...

1) La consapevolezza  a) L’uomo più importante Karl Popper si chiede: Esiste un senso della Storia? e risponde che la Storia non ha alcun senso perché è la storia del potere politico e non può ridursi la storia del genere umano a “questa” storia.    Popper, osannato sociofilosofo, dimostra di non avere alcuna consapevolezza della “guerra divina”, in pieno svolgimento, sotto i nostri occhi, da duemila anni. La sua convinzione si basa sul presupposto che non esiste uomo che sia più importante di un altro uomo. Si sbaglia. C’è un uomo più importante di qualsiasi altro uomo e questo uomo è il Cristo. La Storia ha senso solo se tiene conto del fatto che questo Uomo duemila anni fa è venuto al mondo per annunziare la “Buona Novella” e dopo essere stato ucciso sulla croce, è risorto. Cristo è Dio ed è presente nella Storia anche se si nasconde. Se non riusciamo a vederlo dipende unicamente da noi. Fra noi e Dio ci siamo solo noi. Più il nostro Io è grande e meno di Dio vediamo. Solo l’umiltà ci consente di conoscere Dio. Infatti gli umili pastori furono i primi ad accorrere alla grotta di Betlemme e a vedere il Bambino Gesù. Umili pastorelli erano anche quelli di Fatima nel 1917 quando la Madonna apparve loro tra il 13 maggio e il 13 ottobre del 1917. Il giudice Carlo Palermo ha definito le apparizioni di Fatima: ..uno dei massimi eventi del nostro secolo e chiave di lettura delle complesse problematiche sociali presenti nel mondo alle soglie del Terzo millennio della sua storia. ( dalla Prefazione al libro di Beppe Amico Ipotesi su Fatima - Reverdito edizioni - 1997 - Trento). 


b) L’astuzia cristiana  L’apparizione della Vergine Maria nel cielo di Fatima è il grande Segno della guerra divina. Questa guerra riguarda ogni singolo uomo, ogni anima, nessuno ne è fuori.L’astuzia del cristiano è la consapevolezza della reale esistenza della lotta fra il Bene e il male nel mondo, nella vita dell’uomo, di ogni singolo uomo. E’ l’astuzia indispensabile per combattere la “buona battaglia”. Se non siamo “astuti” il Male ci vince perché non combattiamo. Il Male riesce a sopraffare solo chi non combatte; non gli è consentito infatti di prevalere. Ha bisogno del consenso della vittima per vincere. Senza il nostro consenso non può nulla. Abbiamo un solo nemico: noi stessi.Il male ci combatte principalmente usando la seduzione. Gesù Cristo nel Vangelo secondo Marco (13,5) ci ammonisce:  Guardate che nessuno vi inganni! Molti verranno in mio nome, dicendo:<<Sono io>> e inganneranno molti. E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.E’ necessario non farsi ingannare, non farsi sedurre, essere “astuti” e non lasciarsi spaventare dalle guerre. La guerra è una sola, quella divina. Il suo esito è già scritto nell’Apocalisse di san Giovanni. Nei cieli e nell’eternità, la vittoria di Cristo è già compiuta, la Madonna è incoronata Regina del Cielo e della Terra nella gloria degli Angeli  e dei Santi, come recita il quinto mistero glorioso del Santo Rosario. 

 c) A che punto è la notte?
 A noi è concesso solo di stilare un “bollettino provvisorio” della guerra in atto, ancora in svolgimento nella dimensione temporale, quella della Storia. Questo libro, pertanto, vuole essere soltanto un resoconto sintetico dei primi duemila anni, per coloro che si domandano: A che punto è la notte? Alle conclusioni di Popper, circa l’esistenza o meno della Storia, preferiamo quelle di Dom Guéranger: La Storia deve pertanto essere cristiana se vuole essere vera; perché il cristianesimo è la verità completa; qualsiasi sistema storico che prescinda dall’ordine soprannaturale nell’esposizione e nell’interpretazione dei fatti, è un falso sistema che non spiega nulla e che lascia la storia dell’umanità nel caos e nella contraddizione permanenti con tutte le idee che la ragione elabora circa i destini della nostra specie sulla terra. ( “ Il senso cristiano della storia” da pag.12 dell’edizione 1982 - Società editrice Il Falco - MI).


  

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La guerra divina:  DOVE  E’ LA VERITA’

a)Pensare a Dio è pregare  P...
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 DOVE  E’  LA VERITA’



a) Pensare a Dio è pregare
 
 Pensare a Dio è pregare. Niente meglio del pensiero rispetta il segreto della preghiera e solo con il pensiero possiamo comunicare con il Padre Nostro che sta nel segreto. ( Matteo, 6,6).Il pensiero deve essere muto? Dipende dalla sua forza, dal fuoco. Il pensiero è un diamante e può essere sciolto solo dal fuoco della carità. La carità rende liquido il pensiero, lo trasforma in luce, gli conferisce la parola.
 






b) La “parola” di carne è risorta Il Verbo si è fatto carne ed ha abitato fra noi per opera della carità, nasce dal fuoco e in esso noi entriamo attraverso l’acqua del battesimo. Se non c’è carità il Verbo non si fa luce, resta muto. La carità in noi è il fuoco indispensabile per rendere liquidi i nostri pensieri ed il primo ci esplode dentro, con la forza di una polla spacca la roccia e origina un fiume: Cristo è risorto.  Templari ne fecero il loro grido di battaglia : Christ ist erstanden. Il fiume straripa, corre e finisce in una coppa di carta, fatta di strati-pagine, è il pensiero-acqua offerto agli assetati, ad irrigare deserti per prepararli a ricevere la semente. Noi offriamo acqua ai contadini di Dio; dall’acqua la vita, ma è acqua che sgorga dal fuoco, il fuoco della carità. La carità è l’amore attivo, carico di frutti e buone opere. E’ buona opera raccogliere una serpe e scaldarla in seno? Attenzione! L’elemosina deve sudare nelle nostre mani, raccomanda il salmista. Se il tuo occhio ti dà l’occasione di peccare, cavalo e gettalo via da te; infatti è preferibile perdere l’occhio, una parte di te anziché finire con il corpo integro nell’Inferno. (  Matteo, 5,28). Sarebbe pertanto un atto di carità ridare l’occhio ad un uomo per fargli vedere meglio la strada che lo porta all’Inferno? Cristo è risorto. La carità deve essere rivolta prima allo spirito e poi al corpo, prima carità spirituale e poi materiale. Solo chi guarda il tempo e non vede l’eternità si ferma alla carità materiale, salva l’occhio senza eliminare il peccato, sacrifica il tutto per salvare la parte. Fu satana a chiedere a Cristo di  trasformare le pietre in pane. Mentre è stato precisato che l’uomo non vive di solo pane. Senza la parola di Dio si è morti ed è inutile dare cibo ai morti.  E’ il vizio di tanto volontariato cristiano fermo alla carità materiale. Sono operai del tempo, si adoperano per la terra e non per il Cielo. Come Giuda Iscariota si rammaricano che Maria Maddalena (una peccatrice) abbia onorato Dio (Gesù) con un profumo costoso che avrebbe potuto essere venduto ed il ricavato si sarebbe potuto distribuire ai poveri. (Matteo, 26,6). “I poveri li avrete sempre con voi”, ricordò Gesù (Matteo,26,11).