DICIAMO A PAPA BERGOGLIO che va ad abbracciare i luterani
o) Il concetto cristiano e quello pagano di proprietà
Il protestantesimo
cancella i legami feudali, riafferma il concetto di proprietà secondo il
diritto romano, come possesso pieno con facoltà di usare e abusare. Nel
Medioevo era prevalso il concetto cristianizzato di proprietà. Il padrone di
fatto era un usufruttuario. Dalla terra era legittimato a trarre quanto
necessario al suo sostentamento secondo lo stato ed il rango. Non poteva per il
resto sottrarla all’uso altrui. Solo al nobile era concesso di cacciare nei
suoi boschi ma non poteva impedire che la popolazione raccogliesse legna.
Ognuno usava della proprietà secondo il proprio rango e nei limiti dei suoi
bisogni. Con il protestantesimo il diritto si ispira di nuovo ai criteri della
mentalità pagana romana. Al nobile va la
terra. Al contadino le braccia e per vivere deve trovare chi le compra.
p) L’inizio dell’Epoca capitalista. Il mercato
La nobiltà terriera ha
usato l’eresia luterana per impadronirsi dell’intero sistema produttivo. Era
iniziata l’epoca capitalista sullo scambio che si realizza nel punto in cui
tutti i possibili scambi potenzialmente si incontrano: il mercato.
Caratteristica fondamentale del sistema è che una controprestazione del
rapporto di scambio è costituita sempre da moneta che, con reminiscenza
pitagorica, può definirsi misura di tutte le cose.
q) Un unico prodotto: il denaro
Il fine dell’economia
capitalista non è produrre beni ma denaro. I beni sono solo il mezzo con cui
nel mercato ci si procura denaro, paragonabile al sangue in un organismo
vivente. Quanto non è idoneo a produrre denaro è fuori mercato, di conseguenza,
fuori dal sistema. La spiegazione delle enormi masse di disoccupati, oggi in
Europa, è tutta qui. Il lavoro umano è sempre di più una merce fuori mercato,
senza valore di scambio in quanto sempre
meno idonea a produrre denaro. Si continua a parlare di fattori di produzione
ma la produzione non ha alcuna autonomia di scopo se non quello di essere
destinata allo scambio con moneta. La terra non serve più a produrre cibo, né
le officine aratri, né le fabbriche beni, né i cantieri case o navi ma tutto
serve solo se produce denaro.
r) Le pecore hanno diritto a vivere, gli uomini no
In Inghilterra la
rivoluzione protestante realizza con maggiore efficienza, rispetto alla
Germania, i suoi obiettivi. Dall’Inghilterra la rivoluzione sarà esportata nel
mondo come rivoluzione industriale e nel
modello, attualmente vincente, tecnologico-finanziario. Anche in Inghilterra il
popolo cercò di ribellarsi al suo destino servile. Nel 1549 scoppiò la rivolta
di Kent. I lord avevano recintato tutte le loro proprietà per far pascolare le
loro pecore. I contadini si ritrovarono senza terra da coltivare e senza boschi
dove far legna. Le pecore si ingrassavano e gli uomini morivano di fame.
Secondo l’etica capitalista il comportamento dei Lord era pienamente legittimo.
Il padrone può recintare la sua proprietà quando gli pare e piace. Se le pecore
procurano denaro e gli uomini no, è più giusto assicurare l’esistenza alle
pecore anziché agli uomini, improduttivi o poco remunerativi. I contadini
insorsero contro l’etica capitalista ma finì come in Germania; furono
massacrati dai soldati professionisti del Re e dei suoi Lord.
s) Il musulmanesimo finanziario
Il protestantesimo
attraverso il calvinismo e il suo principale dogma, la predestinazione, offrì
alla nascente società capitalista, fondata sulla redditività del capitale cioè
della moneta a fini produttivi, la sua religione ideale, una sorta di islamismo
economico in cui la sottomissione ad Allah veniva sostituita con la
sottomissione al dio-moneta. Il dogma della predestinazione legittima anche la
sottomissione, nell’organizzazione del lavoro. Il lavoratore deve essere
sottomesso al suo datore di lavoro a cui spetta il ruolo di esecutore della
volontà di Dio nel mondo produttivo. Il buon protestante deve accettare la
condizione a cui il “Buon Dio” lo ha
predestinato e adoperarsi con tutte le sue forze allo svolgimento dei compiti a tale condizione connessi, ad
majorem gloriam Dei.
t) Lo Stato fagociterà mercato e moneta
L’accentramento di
tutti mezzi di produzione in poche mani, iniziato con la rivoluzione
protestante, è una tappa del processo il cui obiettivo finale è l’accentramento
di tutti i mezzi di produzione nello Stato Unico a cui seguirà
l’eliminazione della moneta e del mercato. Lo Stato, in questo modo, avrà, non
solo, il controllo dei fattori della produzione ma, anche, il controllo totale
di tutti i beni e i servizi. Potrà così
decidere chi ammettere e chi no alla loro fruizione. Non più, come
avviene oggi, attraverso il possesso della moneta ma con una tessera magnetica,
la cui attivazione e disattivazione sarà decisa unicamente dal potere statale.
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