mercoledì 13 aprile 2016

L'invasione extracomunitaria in Europa La fine dell’era delle nazioni


   La fine dell’era delle nazioni significa che non esiste più lo Stato-nazione come tramite tra l’uomo e il sistema mondiale. 
Il sintomo evidente del superamento dello Stato-nazione si è manifestato dopo la Seconda Guerra Mondiale con la perdita del principale attributo della sua sovranità: l’uso legittimo della forza contro lo straniero.
   Lo Stato-nazione, prodotto dell’Europa scristianizzata liberal-borghese, muore con la Seconda Guerra Mondiale, l’epilogo della sua apoteosi titanica e assolutista.  Paradossalmente mentre in Europa, nel dopoguerra, gli Stati-nazione si dissolvono a seguito del trattato di Yalta, della Alleanza Nato, del Patto di Varsavia, delle Unioni o Comunità economiche, giuridiche, commerciali, industriali e politiche, una nazione, senza Stato da circa duemila anni, se ne conquista uno proprio. 
Il 15 maggio 1948 il Consiglio nazionale degli ebrei proclama lo Stato di Israele insediandosi  in Palestina sul territorio assegnato con  la risoluzione ONU del 29 novembre 1947. 
La principale  giustificazione dello Stato-nazione si fondava sul presupposto socio-politico della esistenza di uno straniero visto come nemico del proprio “spazio vitale”.    
La politica a favore dello insediamento di milioni di extracomunitari negli Stati europei dimostra che lo straniero non è più “nemico” e lo stesso concetto di straniero perde ogni significato allorché le associazioni immigrazioniste scandiscono slogan del tipo: nessuno è straniero nella mia città
 Se non esistono più stranieri, non ha più alcun senso parlare di nazione, di patria. Infatti l’Impero Mondiale Servile  è fatto esclusivamente di popoli nomadi.  
        Il ritorno al nomadismo del genere umano è già ora pronosticato dall’uso, sempre più martellante, del termine mobilità con l’intento di presentare tale condizione come un fattore positivo, una caratteristica di progresso della società futura.  
L’assenza dello “straniero” e la “mobilità” costituiscono le principali caratteristiche della  cosiddetta società aperta, la versione tecnologica della primordiale società nomade. 
A quel tempo l’uomo non aveva ancora inventato il mattone, necessario per costruire la casa che costituisce il primo necessario passo per l’edificazione della città e del tempio, involucri materiali dove si svolge la vita sociale e religiosa dell’essere umano. 
 La disgregazione degli Stati-nazione prelude  all’instaurarsi della società aperta costituita da popoli senza casa, senza tempio, senza città, senza patria. 
  I confini dello  Stato-nazione costituivano l’equivalente della cinta muraria medievale del territorio nei cui confini vive il popolo con una identità politica comune a tutti, un’identità nazionale comune alla maggioranza e un’identità religiosa comune ai più.  La cinta muraria dell’Europa viene distrutta con la Seconda Guerra Mondiale  e nel 1989 cade, per debilitazione economica, quella dell’Impero Sovietico, l’esperimento di un modello di Impero Mondiale Servile alternativo a quello “occidentale” tecnologico-finanziario.        
   Boris Eltsin, in un discorso a un incontro in Russia Democratica, a Mosca, il 1° giugno 1991, dimostra di averne piena consapevolezza: Il nostro paese non è stato fortunato. Infatti, fu deciso di condurre l’esperimento marxista su di noi - il destino - più precisamente, ci spinse in questa direzione. Piuttosto che da qualche paese africano, l’esperimento cominciò da noi. E noi abbiamo alla fine dimostrato che non v’è nessun luogo adatto a simile idea. Essa ci ha solo sospinti lontano dalla via che i paesi civilizzati del mondo hanno imboccato. Tutto questo è oggi chiarissimo, quando il 40 per cento della popolazione vive sotto il livello della povertà e oltretutto in costante umiliazione, allorché riceve prodotti sotto forma di tessere annonarie. E’ un’umiliazione continua, un promemoria che ad ogni ora ti ricorda la tua condizione di schiavo in questo paese.( citato a  pag.109 del libro di Francis Fukuyama La fine della Storia e l’ultimo uomo - Rizzoli Libri S.p.A. - Milano - 1992). 
La “parentesi democratica”, nell’Europa del secondo dopo guerra, e, il  periodo di guerra  fredda, contro il modello sovietico di ispirazione marxista-leninista, servono a consolidare la prevalenza del modello tecnologico anglo-americano e a completare la “specializzazione” delle economie nazionali.

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