La GUERRA CONTINUA: già nel 2008 avevamo già predetto che: GLI USA STANNO PERDENDO LA GUERRA PER IL CONTROLLO DEL MONDO dovranno ritirarsi per sempre nella loro parte di continente americano se, come accaduto nel 1989, non riusciranno a neutralizzare ( non necessariamente militarmente) l’unica potenza che può tenere loro testa: la Russia.L’avevamo già detto nel numero XIV di Zamlap alla fine di dicembre del 2005 : Se gli USA perdono la “guerra continua” iniziata dalla fine dell’Ottocento contro l’Europa e che avrebbe dovuto concludersi vittoriosamente con il controllo del Mediterraneo, crolla tutto il sistema economico e finanziario basato sulla moneta americana. La fase conclusiva di questa guerra “continua” è iniziata con l’attacco alle Torri gemelle. E’ proseguita con l’invasione dell’Iraq. Si doveva così anche neutralizzare la Russia come potenza mondiale. Negli ultimi 50 anni la guerra “continua” è stata combattuta soprattutto come guerra “psicologica” ( la c.d. “guerra fredda” ne è stato un prodotto) sostituendo, in particolare, i valori etici, morali e religiosi con modelli di comportamento e di consumo “americanizzati”. Questi venivano veicolati attraverso i mezzi di comunicazione di massa, la televisione, la stampa, la musica, il cinema ed ora internet. La democrazia, come forma politica, è stata ridotta a simulacro formale dal lavaggio del cervello delle masse che pensano di essere libere ma sono eterodirette in ogni loro scelta non solo politica ma anche esistenziale, comportamentale, economica, religiosa, sessuale ecc...secondo un accorto e studiato condizionamento effettuato attraverso la pubblicità, la propaganda subliminale, la corruzione istituzionale, senza trascurare, alla bisogna, la violenza sia essa fisica che psichica. Avevamo avvertito fin dal 2005 che se fosse fallita l’invasione dell’Iraq il dollaro e con esso il sistema finanziario dello Impero Mondiale Servile sarebbe crollato. Gli USA hanno capito che la “guerra” era persa con la crisi di inizio agosto in Georgia. Il ritorno della Russia come principale attore nello scacchiere mondiale è la vera causa della crisi dei crack finanziari di Wall Street. Significa che agli USA è stato ritirato l’illimitato credito finanziario accordatogli nella prospettiva che riuscisse a mettere le mani sulle principali risorse del mondo. La crisi del sistema finanziario statunitense innescatasi il 9 settembre scorso, allorché sono crollati i titoli delle principali investment bank d’affari, ha colto di sorpresa solo chi ignora la storia delle crisi finanziarie americane. Queste sono iniziate con la grande crisi del 1929, la madre di tutti i crack finanziari del sistema economico occidentale e dalla quale gli USA non si sono mai ripresi del tutto, anzi dalla quale non si sono ripresi mai. Gli USA sono una nazione che per prosperare ha bisogno della guerra “continua”. Laguerra è il solo scopo della creazione, a seguito della rivoluzione innescata da Lutero, di un’economia basata sullo scambio di moneta come misura di tutte le cose. E’ l’andamento della guerra a determinare la prosperità dei mercati finanziari. Gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra “continua” per il controllo delle risorse mondiali: la guerra “psicologica” non basta più. “La corsa all’oro manda in crisi la zecca Usa” titola un trafiletto sul Sole-24Ore del 26.09.2008. L’oro è il termometro della guerra. “La festa a Wall Street è finita” così ha commento la democratica Nancy Pelosi, speaker della Camera USA,il crollo di Wall Street. E’ lo stesso commento che fece Robert Reich ( John F.Kenendy School of Government Harvard University) all’indomani del 19 ottobre 1987 allorché regnante Ronald Reagan in solo sei ore e mezzo l’ennesima crisi finanziaria mandò in fumo a Wall Street mezzo trilione di dollari: La festa è finita. Non poteva continuare in eterno: le fortune repentine, i raids di mezzanotte, i programmi di scambi fattidal computer, le <<obbligazioni spazzatura>>, le poison pills, i leveraged buyouts, le opzioni—le abbaglianti illusioni e il glamour, il pericolo e l’eccitazione. E’ finito tutto. Questa citazione si trova all’inizio del libro di Paul Erdman “Come prepararsi al crack dell’89 e prosperare negli anni Novanta” edito dalla Rizzoli nell’ottobre del 1988 esattamente vent’anni fa. Quella crisi si risolse con la caduta del muro di Berlino nel 1989. Oggi questo non è più possibile e secondo la Teoria della Convergenza questa volta potrebbe veramente crollare il mondo basato sulla “guerra continua” iniziato con la rivolta protestante. Come si trova l’Italia in questo delicato momento storico?E’ come, sempre, “Una patria venduta” ( per usare il titolo del libro di Piero Baroni “ Edizioni Settimo Sigillo” 1999,) Ci si ritrova su un carro sgangherato guidato da una classe politica vetusta, un’oligarchia a capo di tribù chiamate partiti, impegnata nella spartizione feudale dello Stato. Il popolo, senza gioventù, è mantenuto nell’immoralità e ottusità politica, abbandonato alla deriva etica, un gregge di “pecore matte”
in preda a mafie di ogni genere, come descritto da Panfilo Gentile in Democrazie mafiose.
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