DALLE IDEOLOGIE ALLE MITOLOGIE
Il tramonto delle ideologie sancito dal crollo del muro di Berlino nel 1989 ha rafforzatole mitologie contemporanee formate dai miti hollywoodiani, dai campioni degli
sport di massa, dai personaggi del mondo massmediatico, dagli idoli della canzone
rock e pop, dai leader politici. Senza ideali politici l’uomo contemporaneo perde i residuivalori sociologici, sociali e socialisteggianti della politica, già surrogati di quelli
religiosi, eticamente e moralmente benedetti da liturgie secolari, e si aggrappa a modelli
di comportamento offertigli dai mezzi di comunicazione di massa basati sulla immagine,
sull’immaginazione e sull’immaginario, televisivo, fotografico e cinematografico.
Le apparenze si modificano, scendono in basso prima di risalire, attingono alla
strada dove brulica la massa, cannibalizzano il fanatismo delle folle, hanno loro liturgie
per costruire l’appartenenza, all’avere omnicomprensivo dell’essere. Si possiede e
si è posseduti. Ho io se ho. L’oggetto omnicomprensivo di ogni essere ed essenza di
tutte le cose è il denaro. La società è solipsistico luogo di scambio. La socializzazione
si realizza con lo scambio, è tale solo se realizza l’avere. La globalizzazione è la legge
dello scambio trasferita alle nazioni. Chi non realizza lo scambio è fuori dalla società,
dal consesso umano. Il denaro decide della vita o la morte. Le nazioni esistono
solo se riescono a concentrare lo scambio sul loro territorio. Il popolo diventa solo
merce di scambio al migliore offerente, se c’è. Lo sterminio è essere tagliati dal sistema
di scambio. Così si decide delle nazioni. Se nessuno ti offre nulla in cambio, è il
niente, l’annichilimento. Non resta che il corpo. Fino a quando i corpi avranno ancora
un valore. Non le energie del corpo ma il corpo, come ai tempi della schiavitù imperante.
Quando non si comprava il lavoro ma lo schiavo. Se lo scambio arriva al corpo
siamo alla barbarie. Il sesso è lo scambio prima della schiavitù barbara. E’ il segno della
direzione presa e misura la distanza dall’esito finale dell’inciviltà fatta di alienazione
dei corpi,stadio primordiale assoluto, proletarizzante e proletario. La capitalizzazione
del corpo investito sul terreno dell’avere sessuale si realizza al di fuori del contesto
produttivo controllato dal capitalismo. Il corpo è merce spendibile, valore aggiunto
della persona in qualsiasi contesto, politico, economico, sociale. L’ideologia prodotto
della mente è sconfitta dal corpo produttore del mito. Le mitologie si fondano sul corpo,
sull’immagine ed esigono la schiavitù dell’uomo attraverso il possesso del corpo
per il controllo delle menti e l’ipoteca sulle anime. L’umanità è ora in catene.
IDEOLOGIE MITOLOGICHE
Il popolo di Charlot
senza coscienza di classe
Il dittatore
televisivo formato “tinello” : la
potenza del niente
RELIGIONI IDEOLOGICHE
La massa kamikaze senza “vero” Dio
Il profeta internettiano : la sicurezza del nulla
Il metodo di analisi
“zamlap” parte dalla precisazione dei termini liguistici usati. La
manipolazione infatti avviene attraverso il significato delle parole. La
determinatezza dei vocaboli è garanzia di onestà del discorso. Pertanto prima
di proseguire occorre precisare il significato del termine ”ideologia” che, nel
suo significato moderno, indica:..una dottrina, più o meno destituita di
validità oggettiva, ma mantenuta dagli interessi palesi o nascosti di coloro
che se ne servono....Marx ne fece una nozione fondamentale del materialismo
storico come ..insieme di quelle credenze in quanto non hanno altra validità se non quella di
esprimere una certa fase dei rapporti economici e quindi di servire alla difesa
degli interessi che prevalgono in ogni fase di questi rapporti ....il
Pareto ne precisò la funzione:...in primo luogo quella di persuadere cioè
di dirigere l’azione...il Mannheim la intese come : visione del mondo da
parte di un gruppo umano. In sintesi può definirsi come : ogni credenza
adoperata per il controllo dei comportamenti collettivi. ( Le citazioni in
corsivo sono tratte dal “Dizionario di Filosofia” di Nicola Abbagnano- TO 1971)
. Paul Valery nel suo saggio del 1919 “ La crisi del pensiero e altri saggi
quasi politici” ( Il Mulino 1994 ) scrisse :...Il mondo moderno, in tutta la
sua forza, possessore di un capitale tecnico veramente prodigioso,
completamente imbevuto di metodi positivi, nonostante tutto non è stato in
grado di crearsi né una politica, né una morale, né un ideale, né delle leggi
civili e penali che siano in armonia con i modi di vita che lui stesso ha
creato, o anche con i modi di pensare che la diffusione universale e lo
sviluppo di una certa mentalità scientifica impongono poco per volta a tutti
gli uomini. La riflessione a distanza di oltre ottanta anni è ancora
attuale. L’uomo contemporaneo si
porta dietro questa incapacità nel nuovo secolo. Milioni di persone nel XX
secolo hanno vissuto sulla loro pelle l’apocalisse scatenata dalle ideologie
sulla faccia della terra. L’umanità è vissuta con l’incubo di una distruzione
nucleare del pianeta. Il ridimensionamento delle ideologie in mitologie è stato
ben descritto dal saggista francese Roland Barthes. Questi tra il 1954 ed il 1956 scrisse i testi del
suo saggio Mythologies pubblicato nel 1957. ( In Italia è uscito con
il titolo Miti d’oggi.) Vi sono
stati altri autori, anche di casa nostra, ad affrontare la trasformazione
“mitologica” delle ideoliogie politiche con la conseguenza della riduzione
della “Politica” a “politica” balbettante in politichese, linguaggio senza
spessore di pensiero, fumo dietro il quale si nasconde l’arrosto affaristico
prodotto dal boom economico del dopoguerra. Umberto Eco, in Diario minimo
( vedasi Fenomenologia di Mike Bongiorno), utile, all’argomento, anche la lettura di Apocalittici ed
integrati. Nuovi riti nuovi miti di Gillo Dorfles, recentemente
ripubblicato da Skira. In Scritti corsari di Pasolini anche si
rinvengono spunti interessanti. In verità autori come Marx ( Il Manifesto.
L’ideologia tedesca) e Gramsci
avevano percepito la metamorfosi mitologica incombente sulle ideologie con la
scomparsa del proletariato sostituito dal “povero”, dal “precario”, dal
“fuoricorso a vita”, situazione profeticamente delinenata da Charlie Chaplin
nel personaggio di Charlot. Oggi impera l’ idéologie anonime della
piccola borghesia, resa inoffensiva da
una castrazione terminologica e da una svirilizzazione rappresentativa dell’ideologia politica
“armata”, caratteristica dei due massimi prodotti ideologici “piccoli
borghesi”: il nazifascismo ed il comunismo. I raduni di massa si fanno in casa
davanti alla tivù. La piazza è sostituita con il soggiorno. Nasce la
figura politica del “dittatore” da tinello. L’ideologia non si adopera più a
costruire un destino, da indicare al popolo nel cui corpo alberga la nazione
come l’anima nel corpo. La massa diventa
una poltiglia di popoli da condurre al supermercato accompagnata dalla
musichetta della pubblicità. L’ideologia come identità è sostituita dal
consumo, il cittadino dal consumatore. La prova di essere in vita è fornita dal
conto in banca e dal possesso del Bancomat. Il mondo si divide tra chi
può consumare e chi no.
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