mercoledì 16 dicembre 2015

DALLE IDEOLOGIE ALLE MITOLOGIE

Il tramonto delle ideologie sancito dal crollo del muro di Berlino nel 1989 ha rafforzato
le mitologie contemporanee formate dai miti hollywoodiani, dai campioni degli
sport di massa, dai personaggi del mondo massmediatico, dagli idoli della canzone
rock e pop, dai leader politici. Senza ideali politici l’uomo contemporaneo perde i residui
valori sociologici, sociali e socialisteggianti della politica, già surrogati di quelli
religiosi, eticamente e moralmente benedetti da liturgie secolari, e si aggrappa a modelli
di comportamento offertigli dai mezzi di comunicazione di massa basati sulla immagine,
sull’immaginazione e sull’immaginario, televisivo, fotografico e cinematografico.
Le apparenze si modificano, scendono in basso prima di risalire, attingono alla
strada dove brulica la massa, cannibalizzano il fanatismo delle folle, hanno loro liturgie
per costruire l’appartenenza, all’avere omnicomprensivo dell’essere. Si possiede e
si è posseduti. Ho io se ho. L’oggetto omnicomprensivo di ogni essere ed essenza di
tutte le cose è il denaro. La società è solipsistico luogo di scambio. La socializzazione
si realizza con lo scambio, è tale solo se realizza l’avere. La globalizzazione è la legge
dello scambio trasferita alle nazioni. Chi non realizza lo scambio è fuori dalla società,
dal consesso umano. Il denaro decide della vita o la morte. Le nazioni esistono
solo se riescono a concentrare lo scambio sul loro territorio. Il popolo diventa solo
merce di scambio al migliore offerente, se c’è. Lo sterminio è essere tagliati dal sistema
di scambio. Così si decide delle nazioni. Se nessuno ti offre nulla in cambio, è il
niente, l’annichilimento. Non resta che il corpo. Fino a quando i corpi avranno ancora
un valore. Non le energie del corpo ma il corpo, come ai tempi della schiavitù imperante.
Quando non si comprava il lavoro ma lo schiavo. Se lo scambio arriva al corpo
siamo alla barbarie. Il sesso è lo scambio prima della schiavitù barbara. E’ il segno della
direzione presa e misura la distanza dall’esito finale dell’inciviltà fatta di alienazione
dei corpi,stadio primordiale assoluto, proletarizzante e proletario. La capitalizzazione
del corpo investito sul terreno dell’avere sessuale si realizza al di fuori del contesto
produttivo controllato dal capitalismo. Il corpo è merce spendibile, valore aggiunto
della persona in qualsiasi contesto, politico, economico, sociale. L’ideologia prodotto
della mente è sconfitta dal corpo produttore del mito. Le mitologie si fondano sul corpo,
sull’immagine ed esigono la schiavitù dell’uomo attraverso il possesso del corpo
per il controllo delle menti e l’ipoteca sulle anime. L’umanità è ora in catene.

IDEOLOGIE  MITOLOGICHE
 Il popolo di Charlot senza coscienza di classe
 Il dittatore televisivo  formato “tinello” : la potenza del niente
 RELIGIONI  IDEOLOGICHE
La massa kamikaze senza “vero” Dio
Il profeta internettiano : la sicurezza del nulla     
Il metodo di analisi “zamlap” parte dalla precisazione dei termini liguistici usati. La manipolazione infatti avviene attraverso il significato delle parole. La determinatezza dei vocaboli è garanzia di onestà del discorso. Pertanto prima di proseguire occorre precisare il significato del termine ”ideologia” che, nel suo significato moderno, indica:..una dottrina, più o meno destituita di validità oggettiva, ma mantenuta dagli interessi palesi o nascosti di coloro che se ne servono....Marx ne fece una nozione fondamentale del materialismo storico come ..insieme di quelle credenze in quanto  non hanno altra validità se non quella di esprimere una certa fase dei rapporti economici e quindi di servire alla difesa degli interessi che prevalgono in ogni fase di questi rapporti ....il Pareto ne precisò la funzione:...in primo luogo quella di persuadere cioè di dirigere l’azione...il Mannheim la intese come : visione del mondo da parte di un gruppo umano. In sintesi può definirsi come : ogni credenza adoperata per il controllo dei comportamenti collettivi. ( Le citazioni in corsivo sono tratte dal “Dizionario di Filosofia” di Nicola Abbagnano- TO 1971) . Paul Valery nel suo saggio del 1919 “ La crisi del pensiero e altri saggi quasi politici” ( Il Mulino 1994 ) scrisse :...Il mondo moderno, in tutta la sua forza, possessore di un capitale tecnico veramente prodigioso, completamente imbevuto di metodi positivi, nonostante tutto non è stato in grado di crearsi né una politica, né una morale, né un ideale, né delle leggi civili e penali che siano in armonia con i modi di vita che lui stesso ha creato, o anche con i modi di pensare che la diffusione universale e lo sviluppo di una certa mentalità scientifica impongono poco per volta a tutti gli uomini. La riflessione a distanza di oltre ottanta anni è ancora attuale.  L’uomo contemporaneo si porta dietro questa incapacità nel nuovo secolo. Milioni di persone nel XX secolo hanno vissuto sulla loro pelle l’apocalisse scatenata dalle ideologie sulla faccia della terra. L’umanità è vissuta con l’incubo di una distruzione nucleare del pianeta. Il ridimensionamento delle ideologie in mitologie è stato ben descritto dal saggista francese Roland Barthes. Questi  tra il 1954 ed il 1956 scrisse i testi del suo saggio Mythologies pubblicato nel 1957. ( In Italia è uscito con il  titolo Miti d’oggi.) Vi sono stati altri autori, anche di casa nostra, ad affrontare la trasformazione “mitologica” delle ideoliogie politiche con la conseguenza della riduzione della “Politica” a “politica” balbettante in politichese, linguaggio senza spessore di pensiero, fumo dietro il quale si nasconde l’arrosto affaristico prodotto dal boom economico del dopoguerra. Umberto Eco, in Diario minimo ( vedasi Fenomenologia di Mike Bongiorno), utile, all’argomento,  anche la lettura di Apocalittici ed integrati. Nuovi riti nuovi miti di Gillo Dorfles, recentemente ripubblicato da Skira. In Scritti corsari di Pasolini anche si rinvengono spunti interessanti. In verità autori come Marx ( Il Manifesto. L’ideologia tedesca)  e Gramsci avevano percepito la metamorfosi mitologica incombente sulle ideologie con la scomparsa del proletariato sostituito dal “povero”, dal “precario”, dal “fuoricorso a vita”, situazione profeticamente delinenata da Charlie Chaplin nel personaggio di Charlot. Oggi impera l’ idéologie anonime della piccola borghesia,  resa inoffensiva da una castrazione terminologica e da una svirilizzazione  rappresentativa dell’ideologia politica “armata”, caratteristica dei due massimi prodotti ideologici “piccoli borghesi”: il nazifascismo ed il comunismo. I raduni di massa si fanno in casa davanti alla tivù. La piazza è sostituita con il soggiorno. Nasce la figura politica del “dittatore” da tinello. L’ideologia non si adopera più a costruire un destino, da indicare al popolo nel cui corpo alberga la nazione come l’anima nel corpo. La massa  diventa una poltiglia di popoli da condurre al supermercato accompagnata dalla musichetta della pubblicità. L’ideologia come identità è sostituita dal consumo, il cittadino dal consumatore. La prova di essere in vita è fornita dal conto in banca e dal possesso del Bancomat. Il mondo si divide tra chi può consumare e chi no.

IL CAPITALISMO CIALTRONE ovvero IL NICHILISMO PRAGMATICO ovvero L’osceno al potere. CAPITALISM : A LOVE  STORY   il film di Michael Moore (USA 2009) mostra il grado di squallore a cui è giunta la società degli Stati Uniti d’America, il Paese “portabandiera della democrazia”. Questa è stata fagocitata dal  capitalismo. E’ degenerata a mito incosistente della imperante  ideologia mitologica statunitense. Sopravvivono mitologie non più sostenibili dal punto di vista sociale se non a prezzo di carceri sovraffollate, masse alienate, di fatto, guerra continua, interna ed esterna. L’oligarchia al potere si è resa conto che non ha più bisogno delle masse. Questa è umanità ecosuperflua. Ne abbiamo parlato nel nostro omonimo saggio. I “potenti” si sono resi conto che il progresso tecnologico consentirebbe di fare della Terra  un paradiso. L’unico ostacolo è costituito dal numero di esseri umani. Troppi. Il “paradiso” al massimo potrà ospitare un miliardo di persone. I restanti  cinque miliardi  di esseri umani sono di troppo,  “non servono”.  Bastano cinquecento milioni di schiavi a far vivere bene il restante 2% di umanità composta da “ ricchi”. Questo è il motivo per cui la politica ha abbandonato la realizzazione  di una ideologia   per il controllo dei comportamenti collettivi ma è passata alla “soluzione finale” , il ridimensionamento numerico delle masse ad un numero accettabile. L’obiettivo a lungo termine, infatti,   è la eliminazione della massa.  Siamo in una fase di transizione; è sufficiente per ora la manipolazione delle menti attraverso il propinamento massmediatico di mitologie adattate ai tempi. Le masse acconsentono, almeno in Occidente,  docili al loro ridimensionamento; accettano il c.d. controllo delle nascite, poi si passerà alla eutanasia permettendo la scelta “assistita” di abbandonare la scena allorché diventerà insostenibile il peso di sentirsi “in esubero”. La “soluzione finale” non sarà più realizzata con i metodi brutali dei nazifascisti mediante la deportazione nei campi di sterminio ma con i metodi più “naturali”, già sperimentati ai tempi dello stalinismo nell’Unione Sovietica, con carestie mirate, epidemie controllate, guerre civili circoscritte, catastrofi naturali indotte dall’inquinamento e dal degrado ambientale;spopolamento da emigrazione. Le masse terzomondiste cercheranno di sfuggire a tale destino ricorrendo a “religioni mitologiche” ma queste le trasformeranno  in masse “kamikaze”. Si da rendere giustificato il ricorso allo sterminio nucleare e con armi “non convenzionali” dei popoli riottosi al ridimensionamento  demografico. L’Africa e l’America latina sono i continenti-laboratorio dove si realizza il ridimensionamento demografico attraverso le carestie mirate, le epidemie controllate e le guerre civili pilotate. Il Medio-Oriente è il laboratorio dove si sperimenta la reazione delle masse islamizatte  al ridimensionamento demografico. L’Occidente è il campo della più sofisticata guerra psicologica all’istinto di sopravvivenza del genere umano, al comando divino del “crescete e moltiplicatevi”. Le menti vengono logorate con la diffusione della droga, delle ideologie nichiliste veicolate in maniera subliminale dai mezzi di comunicazione di massa, si facilitano pratiche anticoncezionali ed abortive, si ostacola la formazione dei nuclei familiari e si favorisce l’omosessualità per determinare la rinuncia alla discendenza.  Tutto questo spiega il reclutamento politico di leader inadeguati a risolvere i problemi di sopravvivenza del genere umano. La democrazia si basa sulla eguaglianza di ogni essere umano a stare al mondo. Di fatto è cancellata dallo affermarsi di ineguaglianze ostative alla sopravvivenza di una parte crescente dell’umanità. Queste sono evidenti allorché manca il riconoscimento del diritto di ogni essere umano a stare al mondo, in maniera dignitosa per sé e la sua famiglia, qualunque sia la sua condizione sociale ed economica, la sua razza e provenienza. La crisi economica globalizzata è diventata l’alibi per giustificare questo disconoscimento. Il permanere degli sprechi, delle guerre inutili o utili che possano sembrare, dell’accumulo spropositato di richezze in poche mani, smentisce la asserita mancanza di risorse per assicurare ad ogni uomo un tetto ed un reddito, per provvedere ai suoi bisogni materiali essenziali, indipendentemente da qualsiasi controprestazione che non sia quella di non arrecare danni al prossimo. Oggi regna un capitalismo cialtrone figlio di un nichilismo pragmatico. Questo si paluda di democrazia come il lupo che si copre del vello di pecora per fingersi agnello. Una delle “migliori” manifestazioni l’abbiamo in casa nostra, la classe politica tutto fa ad eccezione della Politica, intesa come sopra detto. Ecco a voi l’osceno al potere è il titolo, emblematico della situazione, di un articolo di Walter Mariotti, pubblicato sul mensile del “Sole24Ore” , “IL - Intelligence in lifestyle” n.26 del dicembre 2010.               
 



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