III) IL MATTINO PORTA LA NOTTE
1) L’eclissi
L’ultimo secolo del millennio
sta per concludersi. Non è stato né “finito” né “infinito”, né breve né grande.
E’ significativo che si chiude con un’eclissi totale di sole. A mezzogiorno
dell’11 agosto 1999, il sole si è oscurato su tutta l’ Europa, dall’estremo
lembo dell’ Inghilterra, la
Cornovaglia , fino alle regioni desertiche dell’Iran, con il
massimo d’intensità sulla Romania. Il mattino porta la notte. La storia del Novecento si riduce ad un unico
fatto rilevante: il compiuto sradicamento della Civiltà europea dalla sua
radice cattolica.Dal 1789 la storia umana sembra ridursi, al di là delle immani
distruzioni delle due Grandi Guerre e dei restanti eventi cruenti, a banale
cronaca del crescente degrado spirituale.Questo
da fare qui è certo un passo audace: l’uomo moderno questa audacia che lo mette
contro lo spirito del mondo, contro il senso comune, contro il pensiero
liberale dominante, questa audacia di tenere per la verità eroicamente, a costo
di sacrificarle l’espressione della libertà, non l’accetta. ( da pag.73 di Stat Veritas di Romano Amerio - Milano
Napoli - 1997). Il processo di disfacimento evidente è lo svolgimento di una
guerra in atto: la guerra divina. La notte avvolge il mondo: Dall’ora sesta fino all’ora nona si fece
buio su tutta la terra. ( vangelo di S. Matteo, 27,). La Chiesa-Cristo è in
croce. Il sole sorge ma il mattino porta la notte. E’ l’inversione del tempo,
l’involuzione della Creazione. San Tommaso ha spiegato che la Creazione non è
originata dal nulla ma è “seguita” al nulla come il giorno segue alla notte. Se
il mattino porta la notte, la
Creazione è in bilico sull’alba del mondo e oscilla
sull’abisso del nulla. L’alba somiglia al tramonto. La nascita porta la morte
ma la morte può essere dies natalis cioè vera nascita. I nostri giorni sulla terra sono un’ombra.
(Giobbe,8,9) e la notte non è altro che l’ombra del mattino in quanto ogni
mattino ha in sé la sua ombra e porta la sua notte come ogni vita ha in sé la
sua morte.E’ la regola del mondo e Cristo disse: Io non sono di questo mondo. Gli animi vivono in una “notte oscura”. Questa
civiltà ha il “color nero” della putrefazione, è il ricominciamento di quella
che gli alchimisti indicavano come la Grande Opera . Il “ chicco di grano” si putrefà e il
“color nero” segna l’inizio della Grande
Opera. Il “chicco di grano” è la
parola del Vangelo che se cade sul cuore fertile muore come chicco ma germoglia
come pianta e fruttifica, si moltiplica, si trasforma in bene diffusivo. Il
“chicco di grano “ è simbolo di Cristo e quando sulla croce muore inizia l’ Opus Magnum, Grande Opera cioè la trasformazione del genere umano in carne di
Cristo. Cristo è <<Dio vivente>> (Gs,3,10; Sal 43,3; ecc.) in
quanto vive ed è presente nella Storia umana.“La nozione di adempimento della Grande Opera si applica esattamente alla
Pietra filosofale presa talvolta a simbolo del Cristo essa è il pane del Signore, scrive Angelus
Silesius:<<Si cerca la pietra dell’oro ( Goldstein) e si lascia la pietra angolare ( Eckstein), per mezzo della quale si può essere eternamente ricchi,
sani e saggi>>( da notare che Eckstein ha anche il significato di
diamante).” ( dalla voce: “Pietra” nel Dizionario
dei simboli Volume secondo di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant - 1987 -
Milano) Sono tempi di scandalo ma, come
dice il Vangelo, “guai a coloro che faranno accadere lo scandalo!”In attesa di
un capovolgimento delle sorti della battaglia nella quale, cosciente o no,
nolente o no, ognuno si trova a vivere, non possiamo fare altro che
chiedere: Vedetta, che ci dici della notte? Vedetta, che ci dici della notte? La
vedetta rispose: Viene il mattino e quindi la notte. Se volete domandare,
domandate:convertitevi, venite.( Isaia, 21, 12)
V)L’ALBERO DELLA
CONOSCENZA , L’ALBERO DELLA VITA , L’ALBERO DI JESSE.
a) Il fuoco di Cristo:
l’amore
Il
peccato originale è stato causato dalla disubbidienza a Dio. Il fatto è
aggravato dall’ aver accettato il consiglio e l’ “amicizia” del serpente, di
aver creduto alla parola del serpente e non a Dio. Questo peccato si ripete in ogni storia di
perdizione. La dinamica è sempre la stessa: volontà di potenza, mancanza di
fede, perdita della speranza, rifiuto dell’amore. Il frutto dell’albero della vita è stato portato all’umanità,
scacciata dal Paradiso, da Gesù Cristo. Il prezzo di questo dono è stato la
crocifissione. In Cristo si ritrova Prometeo, ha detto: Sono venuto ad accendere un
fuoco sulla terra. Il fuoco viene acceso con l’acqua del Battesimo. San
Giovanni Battista, a quelli che, in cuor loro, si chiedevano se fosse lui il
Cristo, disse: Io vi battezzo con
l’acqua; ma viene colui che è più forte di me, al quale non son degno neppure
di sciogliere il legaccio dei sandali; egli vi battezzerà nello Spirito Santo e
nel fuoco. ( Luca 3, 16-17). Questo fuoco scaccia il fuoco di satana. L’anima è destinata a bruciare in eterno. Il
cristianesimo afferma che l’uomo è stato creato libero; costringe ad esercitare
la libertà di scegliere, fra bruciare nel fuoco di Cristo o in quello di
satana. Entrambi sono fuochi per
l’eternità. Con il Battesimo viene compiuta la scelta, si diventa cristiani, si
sceglie il fuoco di Cristo, ci vengono consegnate le armi per sottrarci al
fuoco dell’inferno. Sia il Paradiso che
l’Inferno sono luoghi di fuoco eterno. In Paradiso le anime bruciano di Amore e
danno pura luce, una luce senza ombra. Nell’Inferno bruciano di dolore e
dannazione e non danno alcuna luce ma solo ombra e tenebra fredda e lurida.
b) Il frutto dell’albero
della conoscenza
Cristo ha
portato in terra il frutto, dell’albero della conoscenza del Bene e del Male,
chiuso nel Vangelo, la Parola
di Dio; si è offerto all’umanità esiliata, come albero della vita. La venuta di
Cristo in terra abolisce la proibizione data ad Adamo. Ogni uomo può mangiare
liberamente il frutto della conoscenza( l’eucaristia): è questa la buona
novella, il fatto nuovo nella storia dell’umanità, il momento cruciale della
creazione dell’uomo, il mezzo del suo perfezionamento per essere creazione
perfetta di Dio.
c) L’uomo perfetto
Cristo, confrontato ad Adamo, risplende come
uomo perfetto, fatto di obbedienza e fedeltà alla parola di Dio-Padre perché
ama Dio secondo quanto prescrive il primo comandamento. La perfezione di Cristo
consiste, come uomo, nella totale e perfetta osservanza della legge. E’ esempio
per ogni uomo che voglia imitarlo percorrendo la sua via. Occorre essere sorretti
da un amore totale verso Dio. Solo questo amore dà la forza di essere vigili e
pazienti verso sé stessi, verso il prossimo, verso il mondo.
d) Cristo, Signore del
tempo
La vigilanza e la pazienza sono
anche la misura del nostro amore. Una vigilanza affievolita, una pazienza
debole sono il sintomo di un amore affievolito e debole. Senza l’amore non c’è
più fede, non si crede più in Dio. Il rischio è di essere sorpresi impreparati:
Si, il tempo è vicino. (Apocalisse,I,3). Cristo, secondo le
parole dell’apostolo Giovanni: è, era e
viene. Questo significa anche che Cristo è Signore del presente, del
passato e del futuro. Come insegna Sant’Agostino:Il tempo è una distensione dell’animo. Nell’anima il tempo è
“presente” come ricordo, se è passato, o come prefigurazione, se futuro. La
coesistenza di questi momenti costituisce la coscienza del tempo. La morte la
spegne ma il tempo come eternità
resta. L’eternità non soffre alcun cambiamento né è soggetta ad alcuna
successione, non è il prolungamento all’infinito del tempo ma specchio di Dio,
motore immobile, è tempo compiuto fatto di eterno presente, di perfetta, piena
ed infinita coscienza del tempo, di tutto il tempo da parte di Dio. L’eternità
è un attributo di Dio e la morte dell’anima impedisce di partecipare alla
coscienza divina dell’eternità.
e) Non si sa il momento
f) La prova di perfezione
Iddio
vuole la sua creatura perfetta, a sua immagine e somiglianza. << Siate
perfetti , come è perfetto il vostro Padre del cielo>> dice Gesù ( Vangelo secondo Matteo - 5,48).
Il divieto dato ad Adamo, probabilmente, non era solo una prova di obbedienza e
di fede ma anche di perfezione. L’uomo-Cristo Gesù viene sottoposto alla medesima prova. Vacilla
ma non fallisce: << Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice;
però non come voglio io, ma come vuoi tu.>> ( Matt. 26,39). E’ la stessa prova che ogni cristiano deve
affrontare e superare. San Paolo nella Seconda Lettera a Timoteo così riassume
la propria vita:<< Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia
corsa, ho conservato la fede.>>
g) E’ preferibile la guerra
Sant’Agostino
dice: << Questa guerra non ci sarebbe mai stata, se la natura umana
avesse perseverato liberamente nella rettitudine in cui fu creata. Ora invece essa,
che non volle avere la pace nella felicità con Dio, combatte contro se stessa
nell’infelicità; nonostante le miserie di questo male, esso è pur sempre
preferibile agli inizi della propria vita. E’ sicuramente meglio, infatti,
combattere contro i propri vizi che lasciarsi dominare da essi senza alcuna
resistenza; è preferibile la guerra, voglio dire, nella speranza della pace
eterna, alla schiavitù senza il pensiero di nessuna liberazione. Noi
desideriamo vivamente di liberarci anche da questa guerra e bruciamo dal fuoco
dell’amore divino per conseguire quella pace assolutamente ordinata in cui, nel
modo più stabile e fermo, le cose inferiori si sottomettono a quelle superiori.
Anche se noi non avessimo nessuna speranza di conseguire questo bene così grande
( e non sia mai!), dovremmo pur sempre preferire di rimanere nelle angustie di
questo conflitto, piuttosto che lasciarci dominare dai vizi senza opporvi
resistenza.>> ( “ La Città
di Dio “, XXI,15 traduzione Luigi Alici- Milano-1992). Ogni cristiano deve
affrontare la “ sua battaglia”. La posta in gioco è la vita eterna.
h) La seconda prova
Cristo è
non solo vero Dio ma anche vero uomo, vero Adamo, novello Prometeo che, con le
sole forze umane, ha superato la prova. Con Cristo, Iddio, dà ad Adamo un’ulteriore
possibilità per provarne l’obbedienza e la fede. Cristo supera la prova con
l’amore; amando Dio, suo Padre, perché solo chi è capace di amore è capace di
fiducia, di fede. Adamo non fidandosi della parola di Dio aveva dimostrato di
non avere fiducia in Dio e, quindi, di non amarlo. Il peccato originale è non
aver ricambiato l’amore di Dio. Gesù
Cristo riesce a superare la prova. Vince la “battaglia”. Ha fede in Dio, ama
Dio più della sua vita. Con il suo sacrificio riconquista per tutti gli uomini
l’amore di Dio, mentre Adamo per tutti gli uomini lo aveva perduto.La croce non
è simbolo di sconfitta ma di obbedienza alla volontà di Dio, di fede nella sua
parola, di amore fino al totale dono di sé a Dio. L’amore che portiamo a Dio
per il limitato tempo terreno ci viene ricambiato per l’eternità. Se siamo con
Dio per il nostro attimo terreno Egli sarà con noi in eterno. La croce è la
testimonianza di totale amore del Cristo a Dio-Padre e, nel contempo,
simboleggia la sconfitta di satana, da parte di Cristo. Le seduzioni del
serpente non hanno avuto effetto su Cristo mentre a causa di esse Adamo aveva
fallito. Adamo non riesce a vincere il serpente e cade nella spirale del
divenire. Attraverso l’anima (Eva) il serpente aveva attaccato e vinto lo spirito
(Adamo). Cristo ( vero uomo) nasce da un’anima immacolata concepita
dall’eternità per questo (la
Madonna ) come spirito invincibile e perfetto (Cristo vero
Dio). Cristo, come vero uomo, vince il
mondo e dimostra con questo ad ogni uomo che è possibile; in tal modo si sottrae al divenire, conquista l’essere,
come uomo si ricongiunge a Dio, ritorna al Padre, guarito della natura umana.
Cristo non si sottrae alla croce; affronta la morte con fede, per obbedienza al
Padre e trasforma la croce nel trionfo dell’amore sull’egoismo, sul male. Satana
rabbioso e sconfitto si rivolge contro l’umanità, contro l’Adamo
redento. Ogni fedele, sull’esempio di Cristo, dovrà affrontarlo, vincerlo, solo
così potrà sottrarsi al divenire per conquistare l’essere , guarire del
peccato, conquistare la perfetta salvezza:
è la “ furibonda guerra” che
impegna il popolo di Dio fino al completamento del numero stabilito
degli eletti : Chi vincerà, avrà queste
cose: io sarò il suo Dio ed egli sarà mio figlio. Ma per gli ignavi e gli
increduli, i fornicatori e gli omicidi, i corruttori e gli idolatri e per i
propagatori di menzogna ci sarà lo stagno ardente di fuoco e di zolfo che è la seconda morte. ( Apocalisse XXI,
7,8 ). L’uomo può ora mangiare il frutto dell’albero della vita: l’Eucaristia.
Il serpente-satana si adopera per convincerlo a privarsene. Se l’uomo fallisse
la seconda prova, condanna definitiva sarà l’esilio eterno, la seconda morte. L‘<<imperfezione>> sarà relegata per sempre
nell’inferno, nello stagno ardente di fuoco
e di zolfo. Al tempo della cacciata dal Paradiso Terrestre la condanna di
Adamo ed Eva ha comportato la perdita non della vita ma una diminuzione dello
stato di perfezione a cui Dio aveva destinato l’uomo. Questa volta la condanna
sarà totale e definitiva, la morte eterna. La vita terrena è una prova senza
appello.
i) La nuova patria
l) Popolo di santi e sacerdoti
Gli uomini della città sono tutti sacerdoti di Dio, il popolo di Dio
sarà un popolo di santi e di sacerdoti e
ognuno potrà servire ed adorare Iddio senza alcuna mediazione ma direttamente.
Non sarà più necessaria la Fede ,
si vedrà con i propri occhi, si avrà l’ “evidenza” immediata e diretta perché
in Paradiso la Verità
si impone in forza di se stessa. All’ “evidenza” della Fede verrà sostituita l’
“evidenza” della visione. In questo senso vanno interpretate le parole della
prima lettera di San Pietro ( 2, 9 ): Voi
siete una stirpe eletta, un organismo sacerdotale, regale, una nazione santa,
un popolo predestinato da Dio
affinché proclamiate la virtù di
colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua meravigliosa luce. Voi un tempo
eravate non-popolo, ora siete popolo di Dio; voi che non avevate ottenuto
misericordia,ora invece avete ottenuto misericordia. La perfetta
coincidenza fra santità e sacerdozio in ogni uomo si realizzerà solo nella Città
celeste, in Paradiso e sarà caratteristica soltanto degli uomini ammessi al
cospetto di Dio. In terra al cristiano, per quanto santo, non è concesso di
vedere Iddio e neppure di essere sacerdote, se non ha ricevuto la relativa
consacrazione. Appare, pertanto evidente l’errore in cui satana ha tratto i
protestanti e quelli fuorviati dall’insegnamento di Lutero. Il monaco eretico,
proprio dalle surriportate parole della prima lettera di San Pietro, ricavò
l’errata convinzione che ogni fedele fosse nel contempo sacerdote e non ci
fosse, pertanto, alcuna differenza essenziale fra la gerarchia ecclesiale e i
semplici fedeli. Lutero riconosce a tutti, indistintamente, una prerogativa di
santità e sacerdozio che Iddio ha promesso solo a chi è ammesso alla Sua
presenza nella Città Celeste, in Paradiso. L’ errore è ripetuto dai cattolici
modernisti della Chiesa conciliare e viene recepito nella riforma liturgica nella convinzione che
il popolo concelebri con il sacerdote ed operi la consacrazione delle specie
eucaristiche.
m) Ascensori per l’inferno
Il protestantesimo è uno dei tanti ascensori sui quali il demonio tenta
di far salire l’uomo annunciando come destinazione il Paradiso ma schiacciando
il pulsante per l’inferno. Non ci sono ascensori per il Paradiso. Una è la via,
stretta, difficile, irta di spine e sacrifici, la stessa percorsa da Gesù
Cristo. Occorre essere costantemente vigili per non cadere negli inganni disseminati
da satana sul nostro cammino. Soccorrono, a questo proposito, le parole di
Sant’Agostino:<< Inoltre dobbiamo vigilare continuamente perché non ci
inganni un’opinione simile al vero e non ci seduca un discorso accorto; perché
non ci confondano le tenebre di un qualche errore e non si creda male ciò che è
bene o bene ciò che è male; perché il timore non ci distragga da ciò che
dobbiamo fare e l’egoismo non ci travolga nelle cose che non dobbiamo fare;
perché il sole non tramonti sopra la nostra collera e l’inimicizia non ci porti
a rendere male per male, perché non ci divori una tristezza ingiustificata e
sconfinata e l’ingratitudine non intorpidisca la nostra benevolenza; perché la
buona coscienza non soccomba alle chiacchiere malefiche e il nostro sospetto
temerario non ci inganni; perché non ci abbattano le falsità degli altri
riguardo a noi e non regni il peccato nel nostro corpo mortale, pronto ad
obbedire ai suoi desideri; dobbiamo sempre vigilare perché le nostre membra non
offrano al peccato strumenti di iniquità e il nostro occhio non serva alla
concupiscenza; perché la sete di vendetta non possa sopraffarci; perché il
nostro sguardo o il nostro pensiero non si soffermi sul piacere malvagio e non
si ascolti volentieri un discorso disonesto o sconveniente; perché non si
faccia quel che non è lecito, anche se ci piace, e perché non speriamo di
riportare una vittoria in questo combattimento, pieno di fatiche e di pericoli,
con le nostre forze o, una volta riportata, non la si attribuisca alle nostre forze,
ma alla grazia, intorno alla quale l’Apostolo dice:Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo! E altrove: Ma in tutte queste cose noi siamo più che
vincitori per virtù di Colui che ci
ha amati. ( La città di Dio, XXII,23 op. cit.).
n) La
Grazia ci fa vincere
Sant’Agostino ci
dice che non dobbiamo attribuire mai la vittoria a noi stessi ma alla Grazia”.
Ma che cosa è la “Grazia”? E’: Dono
infuso da Dio nella creatura razionale la quale perciò diventa simile a Lui
nell’essere e nell’operare e viene disposta a conseguire la vita eterna. In tal
modo, la Grazia
si aggiunge alla natura per perfezionarla come un dono assolutamente gratuito;
e si dice perfezione aggiunta, non perché aderisca esteriormente alla natura umana
ma perché non sgorga da principi costitutivi della natura stessa; essa viene
inserita da Dio nella complessa struttura psicologica dell’uomo come principio
radicale di giustificazione e di azioni deiformi. La Grazia è la “catarsi”
spirituale e rigenerativa dell’uomo che, da nemico di Dio per il peccato di
origine, è trasmutato in amico, figlio adottivo di Dio ed erede della sua gloria.( da “Enciclopedia del cattolico” voce:
Grazia - 1948 - Milano). Romano Amerio, a proposito della Grazia, a pag. 118 del
suo Stat Veritas, precisa: “...la Grazia mette nell’animo
dell’uomo un elemento nuovo, un elemento ontologico , e non soltanto un
elemento morale. Questo elemento della Grazia è proprio soltanto della nostra
religione e ne fa, per ciò stesso, l’unica vera: le altre credenze o
confessioni sono infatti false perché la Grazia , che non è altro che la vita divina di
Cristo, non l’ hanno ....La
Grazia non è soltanto qualcosa di accidentale, una affezione
dei nostri sentimenti; è un elemento ontologico, è un elemento reale : anche se
in forma incipiente e non ancora piena, qualcosa di divino si inserisce
realmente nell’anima creata, nel nostro essere, nella nostra struttura
metafisica. Bisogna superare la difficoltà di accettare un reale divino
inserito nel nostro reale naturale. La difficoltà è nella disparità tra il
naturale - finito - e il soprannaturale - eterno. Come è possibile che nel meno
che è l’umano possa posarsi, possa inserirsi, il più che è il divino? La cosa è
così profonda che non la si intende: è un mistero.”
o) L’esempio di Maria
Adamo seguì il consiglio di Eva
e questo contribuì alla sua caduta. A seguito dell’Annunciazione a Maria, Eva
si è trasformata in Ave e se allora Adamo avrebbe dovuto respingere il
suggerimento di Eva, oggi all’incontrario deve accoglierne l’indicazione,
l’ispirazione. Oggi Adamo deve seguire
l’esempio di Maria, Madre di Dio, affidarsi pienamente alla sua mediazione ed
avvicinarsi all’Albero della vita-Cristo con amore per gustarne pienamente il
frutto. L’ordine della creazione a seguito della maternità divina di Maria si
inverte. Nel Genesi è Eva che nasce da
Adamo,viceversa il Nuovo Testamento, la Nuova Alleanza fra
Dio e l’uomo è sancita dalla nascita di Cristo, Dio-uomo, Adamo divino, dal
ventre di una donna, della Vergine Maria, eletta a grembo dello Spirito Santo.
Questa inversione sottolinea il ribaltamento del Nuovo Testamento rispetto al
Vecchio Testamento. In quest’ultimo è la donna che “nasce” dall’uomo. Nel Nuovo Testamento è l’uomo che
“nasce” dalla donna, è parto della donna-Maria. Eva “nasce” dalla costola di
Adamo, Cristo “nasce” dalla “costola-grembo” di Maria.
p) La nuova creazione
Adamo ed
Eva sono fatti di creta, nella creta è
insufflato il soffio di Dio. Con l’avvento di Cristo è dalla creta di Maria che
esce lo Spirito di Dio. Cristo è simbolo della nuova Creazione. Ogni uomo è
chiamato a partecipare alla nuova Creazione sul modello di Cristo e sul modello
di Maria, trasformare la propria carne in Spirito per essere assunto in Cielo.
Infatti la prima resurrezione sarà in carne per il giudizio e riguarderà tutti
ma la seconda sarà in Spirito e riguarderà soltanto gli eletti. Significa che
ogni uomo per accedere alla Gerusalemme celeste deve ricevere Cristo in sé come
lo ha ricevuto Maria, il primo essere umano ad essersi trasformato per essere riammesso in Paradiso.
L’uomo fatto di creta, a cui era stato precluso l’albero della
conoscenza, deve trasformarsi in uomo spirituale sull’esempio di Maria. Se
Maria avesse rifiutato lo Spirito Santo, la creazione dell’uomo-nuovo non si
sarebbe compiuta.
q) Sia fatta la tua volontà
Non a caso l’Apocalisse e, quindi, la Bibbia si conclude con queste parole: Amen. Amen. Vieni, Signore Gesù.( Apocalisse, XXII, 20 ). Sono sostanzialmente le
stesse parole che Maria dice all’annuncio dell’arcangelo Gabriele: Ecco la serva del Signore; si faccia di me secondo la tua parola. ( Vangelo
secondo Luca, 1,38 ).Sono le stesse parole che Cristo pronuncia sul Getsèmani: ...si compia la tua volontà. ( vangelo
secondo Matteo, 26,42).Sono le parole che il popolo di Dio dice alla fine
dell’Apocalisse: Vieni, Signore Gesù.Sono
le parole di chi ama Dio, sono le parole
pronunciate per la prima volta dalla Madonna quando accolse Gesù nel suo seno.
r) L’albero di Jesse
<< Un virgulto uscirà dalla stirpe di Jesse e da questa radice
verrà su un fiore e lo Spirito del
Signore si poserà su di esso: lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo
Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di scienza e di pietà, lo
riempirà lo Spirito di timor di Dio >> ( Isaia, 11,1-3). Nel canone della messa dell’ Annunciazione alla
Beata Vergine Maria è scritto: Virga Jesse flòruit: Virgo Deum et hòminem
génuit; pacem Deus réddidit, in se reconcìlians ima summis. ( L’albero di Jesse fiorì: la Vergine ha generato
l’Uomo-Dio: Dio ristabilì la pace, riconciliando in sé medesimo le cose infime
con le altissime). “L’albero di Jesse è, da solo, un fascio di
simboli nella mistica cristiana. Rappresenta la Vergine Maria , la
nuova Eva che ha concepito attraverso la grazia, il Cristo e tutti i popoli
cristiani, la Chiesa
universale che discende da Maria e dal Cristo, il Paradiso in cui si raduna la
famiglia degli eletti. Esso allude anche al Cristo crocifisso, alla Croce, alla
morte da cui sorge una nuova razza, una discendenza infinita, alla scala di Giacobbe,
alla scala di fiamma di San Giovanni.” (
Dal Dizionario dei simboli di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant- Milano
-1986). San Luigi M. Grignion da Montfort inizia il
suo Trattato della vera devozione alla
santa Vergine con queste parole: << Per mezzo della santissima
Vergine Maria Gesù Cristo è venuto al mondo; ugualmente per mezzo di lei, egli
deve regnare nel mondo.>> ( Edizioni Paoline 1987 Milano). A Fatima la Santa Madre di Dio ha
promesso al suo popolo: << Infine
il mio Cuore Immacolato trionferà>>.
s) La furibonda guerra
Queste certezze ci sorreggono nella “ buona battaglia”, nella “ furibonda
guerra” che Papa Benedetto XV vide infuriare sul genere umano ( Enciclica
<< AD BEATISSIMI APOSTOLORUM PRINCIPIS>> ), ed a cui aveva già
accennato il suo predecessore Pio IX
nell’enciclica << QUI PLURIBUS>> (1846) : << Tutti voi
sapete, Venerabili Fratelli, che in questa nostra triste età è suscitata una
ferocissima, tremenda guerra contro tutto ciò che è cattolico da quegli uomini
che, legati in una nefanda unione, non sostenendo la dottrina sana e
distogliendo gli orecchi dalla voce della verità, cercano di tirar fuori dalle
tenebre ogni sorta di opinioni stravaganti, di esagerarle più che possono e di
pubblicarle o diffonderle nel popolo. Siamo inorriditi e acerbamente addolorati
quando ripensiamo a tutti i mostruosi errori e alle varie e molteplici arti nel
commettere il male e alle insidiose macchinazioni con le quali questi nemici della verità e della
luce, questi espertissimi artefici di frodi, si sforzano di spegnere in tutte
le anime ogni amore di pietà, di giustizia e di onestà, di corrompere i
costumi, di sconvolgere tutti i diritti divini e umani, di fiaccare, di minare
e anzi, se possono, di demolire fin dalle fondamenta la religione cattolica o
la società civile.>> ( tratta da Tutte
le encicliche dei Sommi Pontefici
– dall’Oglio,editore - Varese 1990 ).
t) La generazione dell’Apocalisse
Questa
<< furibonda guerra>> è l’Apocalisse
dei nostri tempi. Nel “ Nuovo catechismo
della Chiesa cattolica “ (1992) la parola Apocalisse non è mai menzionata. Per
noi assume, invece, un riferimento costante per interpretare la realtà presente
ed essenziale per verificare nella Storia il compimento del piano salvifico
offerto da Cristo all’umanità. Ogni generazione di cristiani, vive come la
prima generazione, quella dei tempi in cui Cristo era presente sulla terra,
come Dio incarnato. E’ scritto: Infatti,
dove sono riuniti due o tre nel mio nome, ivi sono io, in mezzo a loro.(
Matt.18,20).L’Apocalisse non è un libro che l’Apostolo Giovanni scrive con
l’intento di consolare e accrescere la fede dei cristiani del suo tempo,
oggetto di spietate persecuzioni ma è un libro scritto per tutte le generazioni
dei cristiani che Iddio ha stabilito dovranno susseguirsi fino alla fine dei
tempi, fino al completamento del numero degli eletti. Il mondo, creato per
amore, resta grazie alla misericordiosa pazienza di Dio. L’Apocalisse non è un libro del passato ma
neanche sul futuro, è un libro nel presente. Ne era consapevole Giovanni Papini
che nel suo libro “L’Omo selvatico” così
definisce l’attualità: Attualità: Apocalypsis Beati Joannis Apostoli.
Da questo punto di vista la generazione dei
cristiani è unica nel tempo perché tutte le generazioni storicamente
avvicendatesi ed avvicendantesi sono unificate, al di là del tempo storico,
dalla presenza costante di Cristo in mezzo a loro. In questo senso Cristo è l’ alfa e l’omega della Storia; in questa perfetta coincidenza, degli opposti
termini della Storia, tutti i cristiani vivono in Cristo, un anticipo
dell’eternità : Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, il
principio e la fine.( Apocalisse, XXII, 13 ). L’eternità è come un cerchio
dove ogni punto è primo e ultimo punto, è alfa
ed omega, è Cristo, è Dio.
Un’immagine con cui satana imita questa caratteristica di Dio è l’Ouroboros, il serpente che si morde la
coda. Questa è l’immagine non dello Spirito di Dio ma dello spirito del mondo
che è divenire che ritorna a sé stesso, è il simbolo del cenere sei e cenere ritornerai. Storicamente ogni generazione
di cristiani vive la sua Apocalisse. Per l’unità di tutte le generazioni in
Cristo questa Apocalisse è unica e per la coincidenza degli opposti estremi del
tempo in Cristo questa Apocalisse è anche quella attuale. E’ fondamentale per
la salvezza che il cristiano “ora” renda
“ testimonianza” cioè sia fedele a
Cristo, accetti Cristo e la parola di
Dio: Vidi....le anime dei decapitati a
causa della testimonianza a Cristo e alla parola di Dio e quelli che non
adorarono la bestia, né la sua immagine né avevano accettato il suo marchio
sulla fronte o sulla mano e vissero e regnarono con Cristo per mille anni.
( Apocalisse, XX, 4 ). La parola del Vangelo incatena satana sconfitto da
Cristo sulla croce e tutti i cristiani hanno la possibilità di risorgere con
Cristo: Questa è la prima resurrezione
( Apocalisse, XXI, 5 ), già ora.
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