domenica 15 maggio 2016

La predicazione della colpa
 
 
a) L’industria della colpa
 
Nel febbraio del 1999, un gruppo di prelati, sotto lo pseudonimo “I Millenari”, ha pubblicato, presso la casa editrice Kaos di Milano, un libro dal titolo Via col vento in Vaticano:<< E’ venuto il tempo che la Chiesa chieda perdono a Cristo per le tante infedeltà e tradimenti dei suoi ministri, specialmente di quelli costituiti in autorità al vertice della gerarchia ecclesiastica>>. Il testo del libro è preceduto dalla seguente “Nota dell’editore”: Benché laica e anticlericale, la Kaos edizioni pubblica questo pamphlet a carattere religioso, scritto da alcuni prelati della curia vaticana, per una duplice ragione: si tratta di un documento, duramente critico verso la nomenklatura vaticana, che proviene dall’interno del Palazzo della Chiesa di Roma; ed è un testo che l’editoria cattolica avrebbe condannato a rimanere inedito.       Il libro, quindi, sarebbe animato dalla buona intenzione di correggere ed emendare l’attuale gerarchia ecclesiastica, per migliorare la Chiesa, denunciare le rilassatezze, gli agi, i raggiri, gli intrallazzi, gli ozi, i privilegi di una certa casta clericale. Il libro denuncia gli effetti, non la causa, dell’attuale crisi della Chiesa, provocata dalla apostasia di una certa casta clericale. Gli anonimi estensori del pamphlet  fanno parte  dell’industria della colpa che è all’opera per attaccare e disgregare la Chiesa con il sistema usato un tempo dalla propaganda sovietica per colpevolizzare l’Occidente e portarlo alla resa psicologica al comunismo. A chi deve arrendersi la Chiesa? Chi ha interesse a conquistarla? Quelli che la combattono da duemila anni, fin dal suo nascere. I nemici si riducono, di fatto, ad uno: Lucifero alias l’antico serpente alias il rio dragone alias satana o diavolo. La Chiesa e l’uomo hanno lo stesso nemico. Chi vuol distruggere la Chiesa ha come obiettivo finale la distruzione, la perdizione del genere umano.
 
 
b) Tertio Millennio Adveniente
 
 
La predicazione della colpa fa parte della ”guerra divina” contro la Chiesa ed è stata “ufficialmente” avviata  da Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Tertio Millennio Adveniente emanata il 10 novembre 1994 e rivolta all’episcopato, al clero e ai fedeli circa la preparazione del Giubileo dell’anno 2000 : “ Tra i peccati che esigono un maggiore impegno di penitenza e di conversione devono essere annoverati certamente quelli che hanno pregiudicato l’unità voluta da Dio per il suo Popolo. Nel corso dei mille anni che si stanno concludendo, ancor più che nel primo millennio, la comunione ecclesiale, <<talora non senza colpa di uomini d’entrambe le parti>>, ha conosciuto dolorose lacerazioni che contraddicono apertamente alla volontà di Cristo e sono di scandalo al mondo. Tali peccati del passato fanno sentire ancora, purtroppo, il loro peso e permangono come altrettante tentazioni anche nel presente. E’ necessario farne ammenda, invocando con forza il perdono di Cristo.” (la sottolineatura è nostra).Con questa lettera la Chiesa è diventata freccia e bersaglio della rivoluzione per dirla con Mao Tse Tung.
 
 
 
 
c) Il divieto di giudicare
 
 
Papa Wojtyla non tiene conto delle parole di San Paolo:. Quanto a me, non mi preoccupa affatto l’essere giudicato dagli uomini o da voi: anzi neppur io posso giudicarmi. E’ pur vero che mi sento tranquillo in coscienza, ma per questo non sono scusato. Infatti chi mi giudica è soltanto Iddio. Perciò non giudicate mai prima che sia venuto il Signore. Egli, quando verrà, rivelerà i più intimi segreti e i desideri del cuore. Allora darà a ciascuno il premio meritato. (Prima lettera ai Corinti).        Giovanni Paolo II contraddice San Paolo;  “giudica”  la Chiesa, la “condanna” ad accusarsi di colpe, tutte da provare e da dimostrare, non aspetta la venuta del Signore, non rimette a Dio il giudizio e la sentenza. Non rientra nella missione del Papa sostituirsi a Dio, giudicare e condannare la “sposa di Cristo” di cui dovrebbe essere “amministratore fedele a tutta prova”, come, nella citata lettera, San Paolo esige che siano i ministri di Cristo e gli amministratori dei misteri divini.
 
 
d) La colpevolizzazione della Chiesa
 
 
Luigi Accattoli, nel libro “Quando il papa chiede perdono” ( Arnoldo Mondadori Editore - Milano 1997), ha raccolto novantaquattro testi di papa Wojtyla nei quali il papa riconosce colpe storiche della Chiesa o chiede perdono. E forse non sono tutti. In venticinque di essi Giovanni Paolo usa l’espressione <<io chiedo perdono>> o un suo equivalente. ( da pag. 7 del libro citato). La “confessione di peccato” è un istituto tipicamente protestante. E’ in casa protestante che si avvia la “colpevolizzazione” della Chiesa sotto l’ambiguo paludamento dell’ecumenismo e delle buone intenzioni di ricomporre le divisioni avvenute in passato. In breve i protestanti si dolgono delle scissioni e delle mutilazioni avvenute nel corpo di Cristo, ma non accolgono mai l’invito, a loro rivolto da Pio XI nell’enciclica Mortalium animus (1928), a ritornare “alla casa del padre, il quale, dimenticando le ingiurie ingiustamente da loro rivolte alla Sede apostolica, li accoglierà con grandissimo amore”.
 
 
 
 
 
 
 
e) La richiesta di perdono ai “fratelli separati”
 
 
Per converso con Paolo VI (settembre 1963), all’apertura della seconda sessione del Concilio Vaticano II, la Chiesa inizia a chiedere perdono ai “fratelli separati” e con il decreto sull’ecumenismo si sposano in materia tutte le impostazioni protestanti. In breve avviene che la Chiesa rinuncia a  convertire gli eretici cioè a fare apostolato, ad essere apostolica e spegne la propria luce per non disturbare gli occhi abituati alle tenebre.
 
 

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