RIPORTIAMO quanto ricevuto dal Centro studi Giuseppe Federici - Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 17/16 del 19
febbraio 2016, San Gabino
Il delirio di George
Soros … e i veri nemici dell’Europa
In un recente editoriale
sul Guardian (lo storico quotidiano britannico della sinistra laburista) George
Soros, lo speculatore “illuminato”, è tornato a parlare di politica estera; ma,
vuoi per l’età ormai avanzata, vuoi per il delirio di onnipotenza tipico di chi
è abituato a manipolare impunemente verità e denaro, stavolta sembra aver
superato la soglia del ridicolo.
Secondo Soros, la
minaccia per l’Europa è Putin, non l’Isis.
E quale sarebbe la
ragione di un’affermazione tanto azzardata? Semplice, Putin starebbe
orchestrando la distruzione dell’Europa attraverso la crisi dei migranti.
Siccome “l’obiettivo di Putin è la disintegrazione dell’Unione Europea -scrive
Soros- il modo migliore per realizzarla è quello di inondare l’Europa di
profughi siriani”.
I russi, in Siria, ci
starebbero per bombardare la popolazione civile così da costringere milioni di
disperati a fuggire e invadere il nostro continente.
Quindi l’esodo biblico
d’immigrati che sta mettendo a rischio la tenuta sociale ed economica
dell’Europa e il suo futuro, sarebbe opera di Putin. I barconi che attraversano
il Mediterraneo, i milioni di profughi islamici (di cui più della metà non sono
profughi) che premono ai nostri confini, il rischio di trasformarci in Eurabia,
tutto questo sarebbe un complotto russo finalizzato a far implodere l’Unione
Europea.
INCONGRUENZE
Che l’emergenza profughi
sia iniziata molto prima dell’intervento russo in Siria, è una constatazione
che non sembra scalfire le certezze di Soros. Così come nelle sue
considerazioni, non vi è alcun cenno alle “guerre umanitarie” che l’Occidente
ha condotto in questi anni, destabilizzando l’intera area che va dal nord Africa,
al Medio Oriente.
Non rappresenta un
elemento di valutazione neppure il fallimento della “Primavera araba” e il
disastro libico (altro capolavoro occidentale) che hanno aperto la porta al
dilagare dell’integralismo islamico nel Mediterraneo; né il fatto che l’Isis
sia un prodotto di laboratorio delle centrali d’intelligence americane e
saudite, creato apposta per distruggere la Siria e costruire una entità
salafita sul Mediterraneo come ultimo tassello di un effetto domino che avrebbe
dovuto portare alla rimozione di tutti i governi dell’area ostili al potere dei
regnanti del Golfo.
Ma al di là delle
incongruenze storiche, perché la Russia dovrebbe cercare di distruggere
l’Europa col rischio di ampliare la minaccia islamica non solo in Asia centrale
ma anche ai suoi confini occidentali? Per Soros la risposta è semplice: siccome
la Russia sta per finire in default (altra vecchia ossessione del finanziere),
“il modo più efficace con cui il regime di Putin può evitare il collasso è
causare prima il crollo dell’Unione Europea. Una UE a pezzi non sarà in grado
di mantenere le sanzioni inflitte alla Russia dopo la sua incursione in
Ucraina”.
Ecco che nello schemino
semplice di Soros, tutto viene riportato al suo maggiore interesse: l’Ucraina e
il governo fantoccio di Kiev ennesimo prodotto delle rivoluzioni democratiche
costruite a tavolino nei think tank d’oltreoceano e nei consigli
d’amministrazione delle banche d’affari e dei fondi d’investimento degli amici
di Soros che poi lui fa nominare ministri anche se sono cittadini stranieri (le
collusioni scandalose tra Soros e il governo ucraino le abbiamo rivelate in
questo articolo del Luglio scorso).
Questa mescolanza tra
delirio e ossessione, tra interessi e manipolazione della verità attraverso i
media di sistema, porta Soros a negare persino l’evidenza: e cioè che l’Isis ha
fermato la sua avanzata solo dopo che la Russia è entrata in campo.
UN AVVERTIMENTO
ALL’EUROPA
Quello di Soros è in
realtà un avvertimento agli europei: “lasciate perdere l’Isis che tanto l’abbiamo
creato noi e quindi lo distruggiamo quando non ci servirà più. Voi occupatevi
della Russia, e non sognatevi di decidere liberamente quali sono i vostri
interessi strategici”.
L’articolo di Soros non
va relegato nel capitolo “disturbi senili” perché è lo specchio di cosa passa
nella testa dell’élite tecnocratica che domina l’Occidente, la cui folle
ideologia mischiata ad un’aggressività senza scrupoli, ci sta spingendo verso
la guerra globale.
Questa élite che è
finanziaria e tecno-militare, contamina i governi occidentali, controlla la
Nato, domina Wall Street e condiziona l’informazione globale; ha bisogno di
allargare la propria sfera d’influenza nella ricerca compulsiva di dominio.
PERCHÈ L’EUROPA MUORE
A differenza di ciò che
dice Soros, l’Europa sta morendo non per colpa di Putin ma a causa della
perdita di sovranità (monetaria, democratica e militare) che sta distruggendo
le economie, la coesione sociale e l’identità delle nostre nazioni. Passo dopo
passo gli spazi di libertà si stanno chiudendo ed una élite di tecnocrati senza
volto, alchimisti della moneta, burocrati e politici scodinzolanti sta
prendendo il potere sulle nostre vite e sul nostro destino.
Sono questi i veri
nemici dell’Europa.
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