giovedì 14 gennaio 2016

SAN PAOLO primo EREMITA, confessore.

Ci teniamo a ricordare questo Santo e a portarlo all'attenzione dei nostri lettori, per la particolare devozione che ci ispira la sua vita, si festeggia oggi 15 gennaio, fu il primo eremita della Chiesa,  confessore e si ricorda oggi insieme a San Mauro Abate, discepolo di S.Benedetto. S.Paolo nacque nella Tebaide inferiore in una nobile famiglia cristiana. Orfano a 15 anni, si ritirò nel deserto ove visse penitente fino a 113 anni (Secolo IV). Il grande anacoreta S.Antonio abate, condotto da ispirazione divina, venne un giorno a trovare Paolo e vi rimase a lungo a parlare di Dio. Quel giorno il corvo, che quotidianamente gli portava una mezza pagnotta, né portò una intera ed i due Santi se la divisero lodando Iddio. Paolo presentendo la sua fine, pregò Antonio di venirlo a seppellire avvolgendolo nel pallio di San Anastasio. Antonio, ritornato, vide da lungi l'anima di S.Paolo salire al cielo e vicino alla grotta trovò la venerando salma ginocchioni con le braccia distese a modo di croce. Due leoni miracolosamente apparsi, scavarono la fossa, ove Antonio depose la salma tenendosi per sè la tunica intessuta con le foglie di palma. San Paolo stimò tutte le cose che gli potevano essere fonte di guadagno come perdita per amore di Gesù Cristo. Visse semplice, ingenuo ed umile come un bambino. Iddio, per questo, lo esaltò rivelandogli i segreti del cielo (Vangelo) ed esaudì tutti i desideri del suo cuore. Nella solitudine, alla scuola di Gesù Cristo, la sua santità si accrebbe e si sviluppò bella e rigogliosa come cedro del Libano e come palmizio in fiore.


San Paolo eremita con la tunica intessuta con le foglie di palma, il rosario ed il corvo che lo nutriva portandogli un pane


San Paolo Eremita con sant'Antonio Abate, si nota il corvo che porta il pane ed i due leoni

CONSIGLIATA LA LETTURA DELLA "LETTERA DI S.PAOLO APOSTOLO AI FILIPPESI" ( 3,7-12)
  

Secondo lo studioso Renato D'Antiga la parte più consistente delle reliquie di San Paolo di Tebe sono state murate sopra l'altare maggiore della Rettoria di San Zulian a Venezia.
Nell'iconografia tradizionale è spesso ritratto assieme ad Antonio, con il corvo, i due leoni e la sua tunica fatta di foglie di palma intrecciata.
A Paolo di Tebe si ispira l'Ordine di San Paolo Primo Eremita (Monaci Paolini), sorto in Ungheria nel XIII secolo. L'Ordine dei Paolini è ancora presente ai nostri giorni, in particolare in Polonia, ma anche in Italia: a Roma (due monasteri), a Ravenna (S. Maria in Porto), ad Acquasanta (GE; fino al 2013), a Selvaggio (Giaveno, TO).  

lunedì 11 gennaio 2016

L'ECOLOGIA come ideologia potenzialmente antiumana.  INTERVISTA DI NESSUNO AL DIRETTORE ( del 2008)

della serie: "Lo avevamo detto - La voce di chi grida nel deserto". 

 Umanità ecosuperflua la ricerca sul web non dà alcun esito. E’ un argomento che non risulta trattato da alcuno, almeno in lingua italiana, dal punto di vista “ecologico”. Come si spiega questa lacuna?

Il Direttore: La lacuna si spiega con il fatto che l’ ecologia oggi fa parte delle ideologie dominanti
per cui a questo termine non può essere associata alcuna connotazione negativa. L'ecologia non può che essere positiva, buona, giusta e questo esclude che gli possa essere attribuito alcun intento negativo,malvagio o ingiusto. Si esclude, è impensabile che in nome di principi “ecologici” una parte dell’umanità possa essere soppressa. Si consideri che il nazismo, il fascismo ed il comunismo, per esempio, fin quando sono state ideologie dominanti erano reputate ideologie capaci di generare solo decisioni giuste ed utili per il bene comune. E’ da premettere che l’ecologia come ideologia è sempre esistita, non è una concezione nuova, moderna, forgiata oggi. Dal punto di vista etimologico “ecologia” significa discorso intorno alla terra e il pensiero umano si è sempre occupato della terra intesa come ambiente in cui si svolge la propria vita. Pertanto la prima menzogna al riguardo è che essa sia una “scienza” concepita dall’uomo contemporaneo. E’ stata solo creata una parola nuova ad uso e consumo della “Rivoluzione” perché l’ecologia è un altro ideologismo per giustificare soluzioni a danno dell’essere umano. L’ecologia serve ad indorare la pillola con cui già oggi si presenta come soluzione razionale il controllo delle nascite, la limitazione degli insediamenti umani in alcune aree del pianeta, la preclusione all’uso di nuove tecnologie sia in campo alimentare che energetico. A noi non interessa entrare nei dettagli ma portare l’attenzione su un aspetto dell’ ideologia ecologica che serve a giustificare il controllo delle nascite in considerazione della incapacità della Terra a contenere l’espansione ai ritmi attuali della popolazione umana. Il controllo delle nascite con metodi contraccettivi che arrivano fino alla banalizzazione dell’aborto con la pillola RU486 è la strada per arrivare poi al “controllo della morte” o, meglio, “della vita umana ” la cui esistenza dovrà risultare compatibile con la capacità della Terra di assicurare uno standard qualitativo stabilito e determinato con criteri che saranno giustificati “scientificamente”. Ad una parte dell’umanità già oggi è preclusa la nascita. Tutti possono constatare questo, basta  leggere le statiche degli aborti. Questo fatto viene accettato dalla maggioranza come un fatto assolutamente “normale”. Le voci che si levano contro le pratiche abortive sono minoranza. Questo è stato confermato anche nelle ultime elezioni politiche svoltesi in Italia. La lista che aveva nel suo programma politico l’abolizione del “diritto” ad abortire non ha raggiunto il quorum necessario a portare un suo rappresentante in Parlamento. Accettare l’aborto come “diritto” della donna riconosciuto e tutelato da una legge è un fatto “moderno” non riscontrabile in nessuna società umana del passato. Orbene questo fatto è un male destinato ad espandersi che porterà ad accettare il fatto che una ulteriore parte dell’umanità, non solo quella dei concepiti, sia considerata “superflua” e che, pertanto, sia “normale” sopprimerla. Siamo ad un passo dall'accettare questa ulteriore “normalità”, da questa ulteriore banalizzazione del male, la banalizzazione ultima, finale. Per questo motivo i due argomenti dell’umanità ecosuperflua e la donna e la Rivoluzione sono trattati in successione, perché è sulla donna che si gioca l’esito finale della “Guerra divina”. La Storia ci ha già offerto esempi ricorrenti di sterminio di parti dell’Umanità in nome della necessità di eliminarla perché “superflua” in quanto dannosa al resto del genere umano. Non ci limitano a quello più eclatante e commemorato perpetrato nell’ultima guerra “mondiale” dai nazisti a danno del popolo ebraico. Consigliamo al riguardo la lettura di “Sterminate quelle bestie” di Sven Lindqvist. ( Per chi vuole approfondire l'argomento si può trovare il nostro saggio "La guerra divina" in formato Kindle su Amazon.it oppure contattarci privatamente per
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