domenica 6 novembre 2016



LEZIONI PER PAPA BERGOGLIO

 la rivoluzione francese del 1789





La rivoluzione vuole le anime


a) Cambiare tutto


La rivoluzione francese del 1789 rivoluziona tutto, e niente; inaugura, con fiumi di sangue, il permanente cambiamento istituzionalizzato della società e dell'uomo contemporaneo.    La filosofia del Gattopardo, espressa nel detto: occorre che tutto cambi affinché nulla cambi, ispira, di fatto, ogni rivoluzione. Per la prima volta è stata applicata in quella francese. Il concetto di cambiamento permanente, tipicamente rivoluzionario, è in antitesi alla mentalità cattolica, ispirata a quello di perfezionamento. La rivoluzione, ogni rivoluzione, appare irrimediabilmente contraria al cattolicesimo, ad esso intrinsecamente ostile per l'irrinunciabile obiettivo di cambiamento che si riduce a rifiuto di servire Dio e a contrastare la Creazione, palesando in questo l'agire satanico. La rivoluzione si prefigge di cambiare tutto: l'uomo e la Creazione. Lo spirito rivoluzionario rifiuta di collaborare con Dio a perfezionare l'uomo e la Creazione attraverso il processo di santificazione del genere umano, avviato da Gesù Cristo. La rivoluzione si pone contro l'annuncio di salvezza; vuole invertire il corso salvifico della Storia. Questo svela il lato paradossalmente conservatore di ogni fenomeno rivoluzionario che, sostanzialmente, non vuol cambiare niente per lasciare inalterata la condizione di schiavitù dell'uomo nel peccato e per privarlo della libertà di scegliere l'opzione di salvezza offertagli dal Vangelo.



b) La Rivoluzione si fa anticristiana


La rivoluzione francese non si smentisce, si presenta anticristiana fin dal suo sorgere. Attacca l'istituzione dell'Antico Regime ma ha come obiettivo l'uomo. L’obiettivo è separare lo Stato da Dio per allontanare l'uomo da Dio. A Tocqueville non sfuggì il fatto che la rivoluzione francese è stata una rivoluzione politica, che pur odiando la religione ha assunto in un certo senso l'aspetto e il carattere di una rivoluzione religiosa...l'irreligione divenne una passione generale, ardente, intollerante, oppressiva...si attaccò con una specie di furore la religione cristiana, senza neppure tentare di sostituirla con un'altra. Si lavorò con ardore incessante a togliere dalle anime quella fede che le aveva riempite, e le anime furono lasciate vuote. ( dalla nota 41 a pag.63 di Tocqueville a cura di Lorenzo Caboara- Milano 1986)

c) Il cittadino appartiene allo Stato

Duecentocinquanta anni prima, la rivolta protestante era servita a distruggere il tutt'uno di politica e religione a governo della società umana. La religione fu ridotta a potere subordinato e servente di quello politico. Di fatto, in Europa, fu interrotta la maestosa impresa, avviata con la fondazione del Sacro Romano Impero, di costruire la Città di Dio sulle fondamenta della Chiesa cattolica. La rivoluzione francese non si limita alla separatezza delle due sfere, temporale e spirituale, ma ha come obiettivo l'annullamento del potere religioso, se non è dipendente dallo Stato. L'uomo non deve avere altro dio se non lo Stato al quale il cittadino appartiene anima e corpo. La rivoluzione protestante crea la nazione, come sintesi di popolo e territorio, quella francese, sul modello della nazione teocratica ebraica, crea lo Stato, come sintesi della nazione e di ogni singolo uomo ridotto a cellula dell'organismo statale. Il cittadino in quanto cellula dell'organismo statale da esso riceve nutrimento e vita, fuori dallo Stato è solo una cellula morta, un rifiuto.


d) Dai popoli-nazione agli Stati-nazione


Se la rivoluzione protestante era servita a dividere la Cristianità nazionalizzando i popoli, la rivoluzione francese serve a creare la nazione-Stato e stabilisce il principio che i popoli hanno diritto ad esistere solo se riescono a farsi Stato. Non solo l'individuo ma anche il popolo scompare nello Stato.     E' il principio  alla base dell'espansionismo napoleonico teso a fagocitare nello Stato francese le deboli nazioni europee. Sarà applicato per realizzare il cosiddetto Risorgimento italiano. Con la creazione dello Stato sabaudo scompariranno nazioni millenarie come la veneta e la napoletana e, persino, lo Stato della Chiesa.




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