lunedì 14 marzo 2016

IO SONO  DOVE  E’  LA VERITA’

  a) Pensare a Dio è pregare

 Questo libro è una preghiera. Pensare a Dio è pregare. Niente meglio del pensiero rispetta il segreto della preghiera e solo con il pensiero possiamo comunicare con il Padre Nostro che sta nel segreto. ( Matteo, 6,6).Il pensiero deve essere muto? Dipende dalla sua forza, dal fuoco. Il pensiero è un diamante e può essere sciolto solo dal fuoco della carità. La carità rende liquido il pensiero, lo trasforma in luce, gli conferisce la parola.


b) La “parola” di carne è risorta


Il Verbo si è fatto carne ed ha abitato fra noi per opera della carità, nasce dal fuoco e in esso noi entriamo attraverso l’acqua del battesimo. Se non c’è carità il Verbo non si fa luce, resta muto. La carità in noi è il fuoco indispensabile per rendere liquidi i nostri pensieri ed il primo ci esplode dentro, con la forza di una polla spacca la roccia e origina un fiume: Cristo è risorto.  Templari ne fecero il loro grido di battaglia : Christ ist erstanden. Il fiume straripa, corre e finisce in una coppa di carta, fatta di strati-pagine, è il pensiero-acqua offerto agli assetati, ad irrigare deserti per prepararli a ricevere la semente. Noi offriamo acqua ai contadini di Dio; dall’acqua la vita, ma è acqua che sgorga dal fuoco, il fuoco della carità. La carità è l’amore attivo, carico di frutti e buone opere. E’ buona opera raccogliere una serpe e scaldarla in seno? Attenzione! L’elemosina deve sudare nelle nostre mani, raccomanda il salmista. Se il tuo occhio ti dà l’occasione di peccare, cavalo e gettalo via da te; infatti è preferibile perdere l’occhio, una parte di te anziché finire con il corpo integro nell’Inferno. (  Matteo, 5,28). Sarebbe pertanto un atto di carità ridare l’occhio ad un uomo per fargli vedere meglio la strada che lo porta all’Inferno? Cristo è risorto. La carità deve essere rivolta prima allo spirito e poi al corpo, prima carità spirituale e poi materiale. Solo chi guarda il tempo e non vede l’eternità si ferma alla carità materiale, salva l’occhio senza eliminare il peccato, sacrifica il tutto per salvare la parte. Fu satana a chiedere a Cristo di  trasformare le pietre in pane. Mentre è stato precisato che l’uomo non vive di solo pane. Senza la parola di Dio si è morti ed è inutile dare cibo ai morti.  E’ il vizio di tanto volontariato cristiano fermo alla carità materiale. Sono operai del tempo, si adoperano per la terra e non per il Cielo. Come Giuda Iscariota si rammaricano che Maria Maddalena (una peccatrice) abbia onorato Dio (Gesù) con un profumo costoso che avrebbe potuto essere venduto ed il ricavato si sarebbe potuto distribuire ai poveri. (Matteo, 26,6). “I poveri li avrete sempre con voi”, ricordò Gesù (Matteo,26,11).



c) Prima Dio poi l’uomo



Il “profumo” con cui la Maddalena ha onorato Gesù simboleggia le preghiere e le pratiche liturgiche. Queste vengono prima dei poveri e per esse non bisogna badare al tempo e al denaro. Prima onorare Dio e poi pensare al nostro prossimo. Per i poveri c’è sempre tempo perché essi sono sempre tra noi mentre per Dio può essere l’ultimo istante, quello nel quale si decide dell’eternità. Si sia consapevoli che Dio non ha affatto bisogno delle nostre opere buone. Bisogna stare attenti a che la voce del prossimo non copra la voce di Dio. I diritti del povero non possono mai travalicare quelli di Dio. Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e si appoggia al mortale mentre il suo cuore si allontana da Dio. (Geremia,17,5). Non si può bestemmiare dicendo che l’uomo o si salva con tutti gli altri o con nessuno. Simili affermazioni sono il portato di una pseudoneoteologia di preti sessantottini. La salvezza è una conquista individuale non un esame di gruppo.  La coscienza è tacitata negando l’inferno e misurando l’eternità con un orologio a cucù. Paradossalmente avevano più carità i Templari quando uccidevano i Lituani battezzati: Si baptizatus es, ego te confirmo cum gladio ( Se ti sei battezzato, io confermo in te la fede con la spada). Nella prospettiva dell’eternità la vita continua dopo la morte. Cristo è risorto. Con il battesimo si esce dalla dimensione temporale e si entra nell’eternità. Il cristiano non misura il tempo con gli orologi e il calendario ma guarda il cielo dentro di se. Per un minuto di vita i re sono pronti a dare in cambio il loro regno. Se  il tempo vale tanto, quanto vale l’eternità? Eppure con il battesimo ci viene data in regalo. Cristo ci ha regalato la vita eterna e noi gli rifiutiamo anche un minuto. Cristo è risorto. Ed il mondo vive come l’uomo ricco della parabola del Vangelo secondo Luca (12,16). I granai sono pieni ed è ora di pensare a mangiare, bere e divertirsi. Stolto, questa notte stessa dovrai rendere l’anima a Dio e a chi andranno le ricchezze che hai accumulato? Così accade a chi accumula ricchezze solo per sé e non si arricchisce davanti a Dio. Questo mondo con i granai pieni trascura di arricchirsi davanti a Dio e dimentica di dover morire “questa notte”. Utilizza il tempo e l’intelligenza per sviluppare l’abilità di “riempire i granai” ma non si dedica a conoscere il “segreto” per arricchirsi davanti a Dio. E’ un segreto la carità?


d) La carità più grande


Solo facendo la carità si diventa ricchi, si guadagna una ricchezza che potremo spendere per l’eternità. “La carità si compiace della Verità” ( San Paolo, I lettera ai Corinzi -13,6) e l’atto di carità più grande agli occhi di Dio è dare agli altri la Verità. Che cosa è la Verità? chiese Pilato e l’aveva davanti a sé in carne ed ossa. ( Giovanni 18,38). Prima di chiedere Che cosa è la Verità? , avrebbe dovuto chiedersi Dov’è la Verità? Allora il Cristo avrebbe potuto rispondere: La Verità è davanti ai tuoi occhi. I granai sono pieni e Cristo è davanti a noi. Su quali labbra è la Verità? La Verità è solo sulle “labbra” di Cristo e l’ultima parola è stata Amen che in ebraico significa Così sia, è la parola con cui si chiude l’Apocalisse; ( “...il concetto fondamentale della filosofia cristiana è che la parola sta: Stat Verbum.  Infatti l’intelletto non fa, quando intende, che un’operazione puramente recettiva. La parola sta vuol dire che, quando noi percepiamo una verità, il nostro intelletto è attaccato a qualche cosa che non può mutare e che era prima dell’intelletto. Stare significa una preesistenza della verità: una verità che non stesse prima non sarebbe una verità. Anche l’uomo sta, se si attacca alla parola mediante l’adesione che avviene per evidenza. Ma se l’uomo non si attacca alla verità, non vi aderisce, l’uomo non sta più, l’uomo muore.” - da pag.83 di Stat Veritas di Romano Amerio - Milano Napoli - 1997). Lo Spirito viene dal Padre e dal Figlio e ha parlato per mezzo dei profeti, così  è sancito nel Credo. La Verità e Cristo sono tutt’uno e chi rinuncia alla Verità rinuncia a Cristo. Tutte le parole pronunziate dalle “labbra di Dio” sono chiuse nella Bibbia, nella Sacra Scrittura. La parola scritta è il contenitore del pensiero e per conoscerne il senso la parola va “aperta”.



e) Chi è degno di aprire il libro?
 La domanda è: tutti siamo in grado di “aprire” le parole della Sacra Scrittura ? Tutti abbiamo la “chiave” per interpretare il senso della parola e conoscere il suo messaggio di luce e verità?           Nell’Apocalisse (V,9) è scritto: Dignus es Domine accipere librum et aperire signacula eius quoniam occisus es...( Degno sei o Signore Gesù Cristo di ricevere il libro e di aprire i suoi sigilli perché sei stato ucciso...).  Solo a Cristo è concesso di “aprire” le parole della Sacra Scrittura e di rivelarne il senso. Dato che Cristo in terra è la Chiesa in quanto Suo corpo mistico, solo alla Chiesa è concesso di “aprire” le parole della Sacra Scrittura, o meglio, solo al vicario di Cristo, al Papa.





f) Le “pietre” che parlano
 Solo la Chiesa ha la “chiave” per accedere al senso, al significato delle parole fin dal primo giorno della sua fondazione e parla per bocca della pietra sulla quale poggia, per decreto divino (Matteo 16,18), tutta la sua costruzione. Perché Dio si compiace di far proclamare la Verità dalle pietre che fuor di metafora è la secolare sequenza dei Papi avvicendatisi sul trono di Pietro. Gesù stesso si paragonò alla “pietra di volta” (Matteo  21,42 e Luca 20,17) ed il Papa, suo vicario in terra, e la Chiesa, suo corpo mistico,  non può avere diversa caratteristica. La costruzione della società umana senza questa pietra non si regge e questa “pietra angolare” ha anche il significato di  pietra della sommità cioè costituisce la vetta della  “ piramide che cresce” simbolo dell’umanità.  Romano Amerio in un passo del suo Stat Veritas ribadisce: “..la Bibbia è una cosa che appartiene al sacro, spetta al sacerdozio: sacerdos, infatti, vuole significare datore del sacro. Il Magistero è questo. Per cui la Rivelazione è data dalla Bibbia, ma dalla Bibbia interpretata dalla Chiesa che ne costituisce il senso: il Magistero è il senso della Scrittura. Questa è la differenza capitale tra il cattolicesimo e ogni altra confessione...” ( da pag.33 del libro citato). E’ da ricordare, inoltre, che la Verità non è  “in cattedra”. Sant’Ignazio di Loyola, nei suoi Esercizi spirituali, quando parla dei due stendardi, immagina Lucifero nel grande campo di Babilonia come seduto su una cattedra elevata, mentre Cristo è immaginato in un luogo umile e bello, di piacevole aspetto. Il discorso della montagna, forse il più importante del Vangelo, fu fatto da Cristo in un luogo simile a quello rappresentato da sant’Ignazio. A me stesso ripeto che ogni parola di Verità appartiene solo a Cristo e l’unica paternità che posso rivendicare è quella dell’errore. Iddio mi perdoni. Noi dobbiamo rispettare la Tradizione ed assolvere ai suoi doveri. Quale sia la Tradizione è detto bene da Elémire Zolla : Tradizione è ciò che si trasmette, specie di progenie in progenie...Ma la tradizione per eccellenza, cui compete per l’esattezza e non per accorgimento retorico la maiuscola, è la trasmissione dell’oggetto ottimo e massimo, la conoscenza dell’essere perfettissimo. Questa la Tradizione superiore ad ogni altra perché logicamente anteriore, implicata anzi nello strumento stesso di ogni trasmissione, il linguaggio. ( da pag.133 di Che cos’è la Tradizione - MI -1998). E con Zolla siamo d’accordo quando afferma: Senza Tradizione nessuno vive, come è vero che nessuno si è creato: si ha solo la libertà di scelta fra la Tradizione rivelata e la Tradizione che nega il Rivelatore. ( da pag.147, op. cit.).       Durante il Concilio Vaticano I del 1870, ad un cardinale che si opponeva all’approvazione del dogma dell’infallibilità richiamandosi al fatto che sono i vescovi a rappresentare la Tradizione della Chiesa, Pio IX, sdegnato, replicò: La Tradizione della Chiesa sono io. (vedi pag.1103 di “Il Papato” di Leopold von Ranke).Per un cattolico, infatti, la Tradizione è la parola dei Papi, come voce viva della Chiesa.

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